Titolo originale Id.
Regia Sergei Bodrov
Sceneggiatura Sergei Bodrov, Arif Allyev
Interpreti Tadanobu Asano, Khulan Chuluun, Hongiel Sun
Durata 120 min.
Montaggio Valdís Óskarsdóttir, Zach Staenberg
Musiche Tuomas Kantelinen
Scenografia Dashi Namdakov
Fotografia Rogier Stoffers, Sergei Trofimov
Paese, Anno Russia, Germania, Kazakhistan, Mongolia 2007
Produzione Sergei Bodrov, Anton Melnik, Sergei Selyanov
Distribuzione Bim
La Trama
Da nanetto timoroso a capo lungimirante e impietoso, Temugin conosce presto la sua donna, a soli nove anni, andando dietro alle suggestioni ancestrali del padre: "prendila con gli occhi sottili perché scacciano i mostri e con le gambe robuste perché assicurano soddisfazioni al maschio". Patisce ogni angheria dall’assassino del padre, fino alla ribellione, alla liberazione della prediletta Merkit, fino a vedere, come in sogno premonitore, il suo scopo epocale: unificare le sparse tribù di mongoli in un popolo: guerriero, possente, audace.
Ascesa ed esplosione di una leggenda. Nera. Gengis Khan. L’incubo che per secoli avrebbe terrorizzato la Russia intera con le sue mute devastanti di uomini-cavallo, basti vedere un gran capolavoro della letteratura simbolista d’inizio Novecento come Pietroburgo di Andrei Belyi per rendersene conto. Rivive qui la sua giovinezza di sventurato orfano di padre, per mano di un regista già acclamato come Sergej Bodrov, e con soldi anche russi.
Film appassionante dal respiro classico, avvolgente per le intere due ore dello svolgimento, incastonato in paesaggi indimenticabili, che davvero ci fanno ripiombare nell’incredulo stupore che dovevano avere i primi viaggiatori occidentali che si addentrarono in quelle terre inospitali e disabitate, ieri come oggi. Visto il successo, Bodrov sembra meditare una trilogia su questo grande personaggio storico, certo ne risulta un film che fa impallidire la gran parte dei kolossal americani di questa stagione piuttosto incolore.
Considerato che esce insieme a Cargo 200 , altro stupefacente film russo, non possiamo che biasimare per l’ennesima volta la grettezza mentale dei nostri distributori. Anziché mandare nelle sale l’ennesima commedia romantica con Cameron Diaz forse qualche film in più extra-hollywoodiano non guasterebbe.