Titolo originale What Happens in Vegas
Regia Tom Vaughan
Sceneggiatura Dana Fox
Interpreti Cameron Diaz, Ashton Kutcher, Queen Latifah, Lake Bell, Krysten Ritter, Dennis Farina, Zach Galifianakis, Treat Williams
Durata 99 min.
Montaggio Matt Friedman
Musiche Christophe Beck
Scenografia Stuart Wurtzel
Fotografia Matthew F. Leonetti
Paese, Anno Usa 2008
Produzione Mosaic Media Group, Penn Station Entertainment, Regency Enterprises
Distribuzione 20th Century Fox
La Trama
Jack e Joy sono due newyorkesi doc in fuga dai loro guai. Jack è appena stato licenziato dal suo capo, che è anche suo padre, per la sua incapacità a prendere sul serio qualsiasi responsabilità, mentre Joy è stata scaricata dal fidanzato per il suo esagerato perfezionismo. Entrambi decidono di ritemprarsi con una puntata a Las Vegas, dove, dopo una notte da “sballo”, si ritrovano sposati e con in mano un’improvvisa vincita di tre milioni di dollari. Ognuno vuole il divorzio e la sua parte di denaro, ma un giudice li obbliga a convivere per sei mesi, pena la perdita di tutto. La convivenza parte sotto i peggiori auspici, ed i due cominciano a scambiarsi dispetti di ogni genere, ma inaspettatamente iniziano anche a conoscersi ed a piacersi.
Las Vegas, la città delle mille luci, delle infinite tentazioni (anche criminose, come CSI insegna) e dei matrimoni-lampo (vittima illustre, Britney Spears qualche anno fa). La perfetta ambientazione per un noir o per una commedia, come questa diretta da Tom Vaughan, che vede per la prima volta insieme sullo schermo Cameron Diaz, specialista del genere, ed Ashton Kutcher, alla ricerca di un ruolo che lo allontani definitivamente dalle commedie demenziali spesso interpretate.
Sin dai primi minuti di pellicola, quelli più veloci, ritmati da una colonna sonora sintonizzata sulle hit più recenti, si capisce che siamo nello schema più classico della commedia romantica. I due protagonisti sono quanto di più antitetico possa esserci, lei superorganizzato broker finanziario, fin troppo programmata e perfetta, in crisi dopo essere stata scaricata da un altezzoso e noiosetto fidanzato; lui, un dongiovanni perditempo che non vuole rassegnarsi a lasciare andare l’ormai da tempo perduta adolescenza, per colpa anche di una insicurezza dovuta ad un ingombrante padre ipercritico.
Come da copione tra i due è antipatia a prima vista, un’antipatia che solo l’alcol e la “magia” di Las Vegas tramutano per poche ore in un affiatamento che lascia come pesante eredità un matrimonio ed una clamorosa vincita, ingredienti che legano la strana coppia in una temporanea e disastrosa convivenza. É il momento in cui la commedia vira verso il prevedibile momento in cui la comicità si fa più greve, senza fortunatamente mai scadere in una volgarità eccessiva.
Memori di tanti epici scontri cinematografici tra sessi (ma sono lontani i tempi di Hepburn-Tracy o di Cary Grant), i due se ne combinano di tutti i colori, minando le altrui certezze, per tentare di far cedere l’altro. E come da copione tanto astio non può che nascondere un sentimento ben diverso, oltre ad una doppia redenzione verso una nuova vita per entrambi. Niente di nuovo sotto il sole, insomma, in questa ora e mezza di film. Che svolge a sufficienza il suo compito, senza infamia e senza lode, divertendo con misura (soprattutto i palati meno esigenti) e proponendo due protagonisti simpatici e carini. E nulla più.