Cerca con Google
powered bycinE-motion
Primevisioni
Interviste
News
Intersezioni
Dossier
Festival
Cinema e Libri
Bit Generation
Onde Sonore
DVD
Link

    CINEMA
    CineCharacters
    CineCulture
    CineDoc
    CineGossip
    CineLudico
    CineSonoro
    CineWeb
    CineXtreme
 

    Jessica Alba
    Antonio Banderas
    Monica Bellucci
    George Clooney
    Penelope Cruz
    Johnny Depp
    Leonardo Di Caprio
    Scarlett Johansson
    Brad Pitt
    Charlize Theron
 

        La redazione
 Iscriviti alla Newsletter

 La tua mail

Informativa Privacy
 Invia ad un amico
 Il tuo nome 
 La sua mail 
    Cargo 200       Le altre Primevisioni
 

Titolo originale Gruz 200
Regia Aleksej Balabanov
Sceneggiatura Aleksej Balabanov
Interpreti Agniya Kuznetsova, Alexey Poluyan, Leonid Gromov, Alexey Serebryakov, Leonid Bichevin, Yuri Stepanov
Durata 89 min.
Montaggio Tatjana Kuz'myceva

Scenografia Pavel Parchomenko
Fotografia Aleksandr Simonov
Paese, Anno Russia 2007
Produzione CTB Film Company
Distribuzione Lady Film

  La Trama
 Nel 1984 sono sempre più numerosi i “Cargo 200”, le bare riportate in patria con dentro i soldati sovietici caduti in Afghanistan. Nella provincia di Leninsk, tra campagne desolate e distretti industriali che sputano ferro e fumo, alcuni giovani cercano di evadere dalla cappa dei tempi e del Partito, mentre i più anziani stanno già reagendo in modo violento e scomposto all’incipiente disfacimento dell’URSS.
  Extra
 Sponsor
 
  Recensione

Ispirato a un fatto realmente accaduto nel 1984 e presentato alle Giornate degli autori dell’ultima Mostra di Venezia, dove non poteva passare inosservato, Cargo 200 è un film crudo e programmaticamente disperato e conferma la cifra stilistica che Aleksej Balabanov aveva già elaborato dieci anni fa in Brother, portato in Italia e premiato dal Torino Film Festival del 1997. Costruito con molta freddezza, il congegno a orologeria di Cargo 200 compone di minuto in minuto un ritratto dell’Unione Sovietica agli sgoccioli che è come una fabbrica di morte.

E per tutta la durata del film l’agonia del socialismo reale genera cadaveri e mostri simili a quell’Evilenko raccontato dal libro e dalla pellicola omonimi di David Greco.

La maggior parte dei protagonisti del film di Balabanov non sa più trattenere i propri istinti né trovare in sé, negli altri o nella “causa” un senso a una vita sempre più grigia e alcolica. L’ambientazione è quella della provincia di un “impero” sterminato, che di periferie ne ha a milioni di chilometri quadrati. E in queste regioni scricchiola ormai ogni centralismo della ragione, dell’etica o della legge, le quali vengono trasgredite nei modi più orribili anche da chi sogna una nuova “città del sole”.

Così come il film è costruito fin troppo bene, anche i personaggi che si muovono su questo sfondo sono altrettanti tipi dalla moralità consumata le cui azioni lasciano di rado spazio alla meditazione o al dubbio: il professore di ateismo scientifico ha ormai deciso di credere in Dio, il burino che sogna una nuova società la costruirebbe a colpi di fucile, il capo della polizia esercita il suo potere senza esitazioni come meglio gli conviene e il giovane che fa affari vendendo alcool di contrabbando ha ben chiaro che arricchirsi sarà il suo solo scopo di vita nella nuova Russia.

Tale umanità evoca in qualche modo quella de Il petroliere, di cui Cargo 200 potrebbe anche essere considerato una sorta di rozzo gemello di oltre Cortina.

Lo spettatore di entrambi questi film non può infatti non porsi il problema di quanto essi parlino dell’oggi, attraverso il passato. Se l’America del film di Paul Thomas Anderson ha poi dato corpo al “no country for old man” dell’amministrazione Bush, ci sarebbero da raccontare molte storie anche sui “nuovi russi”. Su come si sono arricchiti e su quanto sia gradito ai loro figli come regalo di compleanno un bel carro armato…

Il programmatico pessimismo di Cargo 200 potrà anche essere fastidioso, quanto il volontarismo granitico di 12 del collega Nikita Mikhalkov, l’altro film russo premiato l’anno scorso a Venezia, ma forse merita uno sguardo da parte di chi sia interessato a conoscere la vecchia e la nuova Russia, e abbia uno stomaco forte.

  Curiosità
Tra le componenti che certificano l’accuratezza della ricostruzione del film di Balabanov vi sono il continuo tappeto sonoro di pop russo anni ’80, con successi quali “Trava u doma” o “Vologda” che rimarranno in testa a molti spettatori, e l’ammirevole fotografia del giovane Aleksandr Simonov che crea il giusto colore e la plumbea atmosfera di un’epoca.
  11-05-08
   
  Certamente, forse
In Bruges – La coscienza dell’assassino
Gomorra
Superhero Movie
Alla scoperta di Charlie
Mongol
Notte brava a Las Vegas
Slipstream
Carnera - La montagna che cammina
Cargo 200
Caccia spietata
Speed Racer
Chiamami Salomè
Sopravvivere coi lupi
Racconti da Stoccolma
Sotto le bombe
The Hunting Party
Iron Man
Saw IV
Il treno per il Darjeeling
La sposa fantasma
Un amore senza tempo
Tutti pazzi per l’oro
I demoni di San Pietroburgo
L’altra donna del re
Ortone e il mondo dei Chi
L'amore non basta
L'ultima missione
21
Il matrimonio è un affare di famiglia
La velocità della luce
10 cose di noi
Interview
Oxford Murders - Teorema di un delitto
Torna in alto
© DADA S.p.A. 1995-2006
Pubblicità su questo sito - Policy community - Tutela dei minori - Internet gratis - Informativa Privacy