Titolo originale Id.
Regia Jon Favreau
Sceneggiatura Mark Fergus, Hawk Ostby, Art Marcum, Matt Holloway
Interpreti Robert Downey Jr, Jeff Bridges, Gwyneth Paltrow, Terrence Howard, Leslie Bibb, Shaun Toub, Faran Tahir, Sayed Badreya, Bill Smitrovich, Clark Gregg, Tim Guinee, Will Lyman, Marco Khan, Kevin Foster, Garrett Noel, Eileen Weisinger, Ahmed Ahmed, Fahim Fazli, Tom Morello
Durata 126 min.
Montaggio Dan Lebental Kohout
Musiche John Debney
Scenografia J. Michael Riva Shore
Fotografia Matthew Libatique
Paese, Anno Usa 2008
Produzione Kevin Feige, Peter Billingsley, Ari Arad, David Maisel, Stan Lee, Jon Favreau, Louis D'Esposito
Distribuzione Universal
La Trama
Tony Stark è un miliardario fuori dalle righe: intelligenza tecnico-scientifica fuori dal comune, stile di vita irregolare, intollerante nei confronti delle etichette formali. Il suo impero economico si poggia sulla produzione di armi ed eticamente Stark si fa scudo della loro presunta necessità per mantenere l'equilibrio socio-economico globale. Ma quando sarà catturato da una sedicente organizzazione terroristica in un luogo non precisato del Medio Oriente, prenderà coscienza che i suoi "giocattoli" possono diventare strumenti di morte nelle mani sbagliate. Da qui la redenzione con una incredibile armatura capace di farlo volare e di trasformarlo in un "one man army" per sconfiggere i "cattivi" di ogni latitudine del mondo. Iron Man però scoprirà che il suo peggior nemico si annida nelle sue stesse industrie...
Nonostante abbia potuto contare su di un cast stellare (forse il migliore di una pellicola "supereroistica" con tre interpreti candidati all'Oscar ed uno che la statuetta l'ha vinta), Iron Man non spicca rispetto agli altri film dedicati ai supereroi americani per le doti interpretative dei protagonisti e neppure per una trama piuttosto basica e stereotipata, quanto per la componente “tecnologica”.
Ci riferiamo in particolare a due elementi: il design e gli effetti visivi. La prima pellicola prodotta da Marvel stessa (con la collaborazione di Paramount) fa sfoggio infatti di una cura maniacale per ogni elemento tecnologico presente: non siamo di fronte a creazioni fantascientifiche irrealistiche quanto a profetiche visioni del mondo hi-tech che verrà in fatto di nuove interfacce dei sistemi operativi di un computer, simulazioni olografiche tridimensionali e convergenze multimediali in prodotti portatili che renderanno l'iphone un rudere del passato.
A volte si fa fatica a prendere visione di quanti elementi “irreali” ma verosimili siano all'interno di una inquadratura tanto che sarà divertente effettuare una sorta di inventario quando la pellicola sarà disponibile per l'home video. Ancora più sconvolgente nella percezione immediata del film, la realizzazione visiva del protagonista del film. Il livello della computer grafica raggiunto in Iron Man non può non lasciare sbalorditi, stupefatti e sconvolti: se solo un anno fa, Michael Bay ci aveva incantato con i giganteschi robot Transformers, ora questi ultimi sembrano ferrivecchi da mandare allo sfascio.
Iron Man tocca una “pulizia” visiva ed una verosimiglianza mai toccata prima all'interno di una pellicola che incute quasi un timore reverenziale nei confronti di chi è in grado di creare una finzione così reale ed evoluta. Se pur fino a questo momento si sia messo in risalto l'elemento tecno-meccanico, in realtà il film riesce comunque ad essere anche molto “umano” grazie ad alcune situazioni veramente ilari ma al tempo stesso non irritanti e fuori registro (come capitato invece in Spiderman) ma anche e soprattutto per una tema molto “cronenberghiano”: la “contaminazione” tra la carne ed il metallo.
Se pur ovviamente il lirismo estremo di Crash o di eXsistenz abbiano uno stile molto più autoriale, anche in Iron Man emerge in modo evidente e d'impatto (se pur edulcorato) l'ibridazione tra l'organico ed il meccanico. Un film che all'interno di una struttura ontologica canonica e commerciale obiettivamente palese, presenta più di un elemento di indubbio valore, tanto da poter quasi scomodare il termine artistico su quanto appena messo in evidenza.
Curiosità
A conclusione dei lunghissimi titoli di coda, assolutamente non segnalata, c'è una sequenza a sorpresa con un importante attore che interpreta un noto personaggio dell'universo Marvel.
Altro cameo di rilievo per Tom Morello, il chitarrista dei Rage Against The Machine e degli Audioslave, che si è occupato anche della colonna sonora del film per quanto riguarda le parti di chitarra elettrica.
Anche il regista (e attore) Jon Favreau, si concede una parte davanti la macchina da presa, interpretando Hogan, l'autista di Tony Stark.
Infine anche Stan Lee, il "grande vecchio" di casa Marvel, si rende protagonista di un cameo in una sequenza del film. Non è la prima volta che l'85enne papà dei più importanti supereroi della casa delle idee, appare nei lungometraggi dedicati alle sue creazioni.