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    Ortone e il mondo dei Chi       Le altre Primevisioni
 

Titolo originale Horton Hears a Who!
Regia Jimmy Hayward, Steve Martino
Sceneggiatura Ken Daurio, Cinco Paul
Interpreti Jim Carrey, Steve Carell, Jonah Hill, Seth Rogen, Isla Fisher, Selena Gomez, Will Arnett, Dane Cook
Durata 88 min.
Montaggio Tim Nordquist
Musiche John Powell
Paese, Anno Usa 2008
Produzione Blue Sky Studios, Twentieth Century Fox Animation, Twentieth Century-Fox Film Corporation
Distribuzione 20th Century Fox

  La Trama
 Ortone è un elefante allegro e dal cuore d’oro, che vive nella giungla di Nullo. Un giorno sente un grido d’aiuto provenire da un granello di polvere e scopre che questo contiene un minuscolo universo, la città dei Chi non So, abitata dai microscopici Chi, guidati dal pasticcione Sinda-Chi. Nonostante gli sberleffi dei suoi amici e conoscenti, Ortone decide di proteggere a tutti i costi l’infinitesimo universo, contro gli elementi della natura e, soprattutto, contro la diffidenza di Kangaroo, la cangura che si è incaricata di dare delle severissime regole all’intera giungla.
  Extra
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Il sito ufficiale del film

Il sito italiano del film


  Recensione

Dr. Seuss, alias Theodor Geisel, è un autore per l’infanzia popolarissimo in molte parti del mondo, a cominciare dagli Stati Uniti, poco noto da noi e soprattutto per essere autore di quel Grinch portato sugli schermi qualche anno fa da Jim Carrey. Solo oggi, a più di cinquanta anni dalla sua creazione, arriva nel nostro Paese il fantastico mondo dell’elefante Ortone e dei suoi piccolissimi amici, i microscopici Chi, animati dallo staff che ha già reso possibile il successo della saga (arrivata quasi al terzo capitolo) de L’era glaciale.

Creata all’indomani della tragedia globale della Guerra Mondiale, la storia di Ortone racconta di un bizzarro elefante, tanto grande quanto buono e generoso, venuto per caso in contatto con un mondo infinitesimale che, racchiuso in un granello di polvere, solo lui, pur non potendolo vedere, sembra sentire. Ortone non vede la fantastica città dei Chi non So e le sue meraviglie, né riesce a vedere i suoi stravaganti ma umanissimi abitanti, eppure, spinto da una grande bontà e dalla certezza che “ogni persona è importante, per piccola che sia”, si adopera con tutte le sue forze per mettere al sicuro il piccolissimo mondo, mettendo a rischio la sua stessa incolumità, minacciata dalla diffidenza di coloro che invece non riescono a capire l’importanza di salvaguardare qualsiasi forma di vita, anche la più invisibile, in nome di una fratellanza e di una solidarietà universale (alla sua filosofia ne viene contrapposta una ben più sbrigativa e cinica per cui “ciò che non si vede non esiste”).

Una storia semplice ma carica di significati, che gli animatori traspongono con garbo ed ironia sul grande schermo, ricreando, in versione aggiornata, il fantastico mondo del Dr. Seuss, un ambiente surreale fatto, da una parte, di palme dai ciuffi blu, incredibili fiori e ambienti dai colori vivaci e, dall’altra, da architetture al limite dell’assurdo e del metafisico. C’è un po’ di Willy Wonka, un po’ di Surrealismo ed un tocco di Metafisica, intesi come pittura, in tutto questo, ma soprattutto tanta immaginazione e la fantastica vena creativa dell’autore, ben rispettata, che permette una narrazione semplice all’orecchio di un bambino, ma ricca di spunti più complessi per un pubblico più adulto.

E se nella versione originale i protagonisti si affidano alle voci di Jim Carrey (ormai un habitué delle creazioni di Seuss) e di Steve Carell, qui non sfigurano Christian De Sica, un Ortone simpatico e molto umano, Paolo Conticini e Veronica Pivetti.

  Curiosità
Il ricorrente messaggio che Ortone lancia nel corso della storia, che “una persona è una persona, non importa quanto piccola”, ha fatto sì che diverse associazioni antiabortiste americane, a più riprese, abbiano adottato la frase come loro slogan. A conferma che non fosse questo l’intento dell’autore, un suo biografo, Philip Nel, riporta che lo stesso Dr. Seuss minacciò di denunciare uno di questi gruppi per avere usato le sue parole nei loro volantini. La stessa vedova dello scrittore ha biasimato questa strumentalizzazione del lavoro del marito in diverse occasioni.
  20-04-2008
   
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