Quello delle suocere insopportabili e dei matrimoni contrastati è un genere di commedia di largo successo che attraversa praticamente l’intera storia del cinema. Ognuno di noi avrà già il suo titolo preferito e si chiederà quindi cosa potrà trovare di nuovo in questo Il matrimonio è un affare di famiglia, ma tale situazione è creata esclusivamente dalla promozione italiana del film che invece con le commediole americane su questo tema non ha proprio nulla a che fare.
Clubland, meglio ricorrere al titolo originale, è principalmente il ritratto di una donna ormai matura che si è dedicata per tutta la vita all’avanspettacolo e ai figli e che con l’età ha paura di perdere l’uno e gli altri.
Evidentemente, secondo i responsabili della Lucky Red al pubblico italiano le cose nuove non interessano, molto meglio puntare su una rassicurante campagna pubblicitaria che a partire dal titolo situi la pellicola in un piccolo universo di precedenti che hanno già ottenuto il favore degli spettatori. Perciò il claim dei trailer e dei cartelloni del film recita “Il ritorno alla commedia di Brenda Blethyn dopo L’erba di Grace e Little Miss Sunshine” o anche “Dopo L’erba di Grace e Little Miss Sunshine Brenda Blethyn è la protagonista della commedia più divertente dell’anno”.
E non è un caso che la locandina italiana della pellicola sia tutta gialla e molto simile a quella del fortunato Little Miss Sunshine la cui ripetuta citazione è stata pedestremente ripresa da colleghi della carta stampata e non, ma crea un certo sconcerto tra gli spettatori più attenti: in quel film non c’era Brenda Blethyn! E cosa c’entrano le due pellicole l’una con l’altra? Insomma, non si può tacere dell’effetto di spiazzamento che coglierà chi cerchi in sala un’opera corrispondente a quella presentata dai nostri media. A chi scrive la sorpresa è sembrata positiva ma forse non sarà così per tutti, e sarebbe un peccato.
Clubland è infatti un film che regala diverse emozioni. Si tratta senz’altro di un’opera estremamente romantica che può strappare più di un sorriso e di una lacrima ma senza alcun ricatto o artificio se non quello di provare a raccontare con molto realismo e compassione le vicende di una famiglia un po’ stramba, ma in fondo piuttosto normale. Jean è sì un’inglese col pallino del cabaret che per amore è venuta a vivere in Australia e conserva sul caminetto la sua foto con Benny Hill.
Ma il suo personaggio non è poi così eccentrico: separata dal marito prende incessantemente di mira nei suoi sketch il mondo maschile che l’ha delusa, e reagisce con disperazione quando tale minaccia si ripresenta dalla direzione da cui lei meno se l’aspettava, l’adorato figlio Tim.
Il ragazzo non sembra intenzionato a seguire le orme della madre e del padre, cantante con una sola Hit all’attivo, datata 1975, e all’amore ci crede davvero, almeno per il momento. Ambientato tra le villette e i supermercati di quell’hinterland che circonda i grattacieli di Sydney il film si è aggiudicato il premio del pubblico al Sundance Film Festival del 2007 e ha tutte le carte in regole per conquistare anche il cuore di quello italiano. D’altra parte è ormai noto che quando piange Brenda Blethyn non ce n’è per nessuno…