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Titolo originale Leatherheads
Regia George Clooney
Sceneggiatura Duncan Brantley, Nick Reilly
Interpreti George Clooney, John Krasinski, Renée Zellweger, Jonathan Pryce, Stephen Root, Wayne Duvall, Keith Loneker, Malcolm Goodwin, Matt Bushell
Durata 114 min.
Montaggio Stephen Mirrione
Musiche Randy Newman
Scenografia James D.Bissella
Fotografia Newton Thomas Sigel
Paese, Anno Usa 2008
Produzione Casey Silver Productions, Smoke House Pictures
Distribuzione UIP

  La Trama
 Metà anni’20: negli Stati Uniti il Football (americano) non ha ancora una lega professionistica degna di tal nome. Ma il talento del campione ed eroe di guerra Carter Rutherford, insieme all’ intraprendenza del veterano Dodge Connelly e il cinismo dell’ affarista CC Frazer stanno per cambiare le cose. Intorno si scatenano guerre di potere, campagne di stampa e un immancabile triangolo d’amore tra il campione, il veterano e la bella giornalista Lexie Littleton.
  Extra
 Sponsor
 

Il sito ufficiale  del film 

Intervista a George Clooney


  Recensione

Giunto al suo terzo film dietro la macchina da presa, il George Clooney regista assomiglia sempre più al Clooney attore e non è detto che sia un bene. Confessioni di una mente particolare e Goodnight and Good Luck erano film per certi versi atipici e diversi tra loro, nei quali Clooney si limitava a ruoli secondari lasciando spazio ad attori meno noti. In Leatherheads si è invece divertito a ritagliare per sé il ruolo del protagonista affascinante, leggermente “up to date” e farabutto che da Fratello, dove sei? in poi gli riesce particolarmente congeniale, come nella saga di Ocean o in Prima ti sposo poi ti rovino (Intolerable Cruelty).  

Proprio a proposito di quest’ultimo, i Coen dicevano di averne ricevuto i personaggi “in eredità” dalle grandi commedie brillanti alla Frank Capra. E lo stesso ha fatto Clooney, ispirandosi però direttamente alla rilettura dei due fratelli piuttosto che agli originali: dall’ambientazione, quell’America di inizio secolo cara ai registi, all’umorismo che si fonda soprattutto sulle particolarità o addirittura le mostruosità dei personaggi  (si veda il personaggio di Big Gus), sono molti i rimandi ai Coen.

Dai maestri il regista ha imparato forse la direzione degli attori, qui “incastrati” in tipi molto definiti che ben si adattano a una commedia vecchio stile: il campione bello e ingenuo (John Krasinski) , la giornalista d’assalto bella e impertinente (Renée Zellweger) e l’avvocato senza scrupoli (il sempre grande Jonathan Pryce). In certi punti si arriva addirittura a siparietti slapstick come nella scena in cui Clooney e Zellwegger fuggono dalla retata della polizia, salvandosi con gag mimiche da cinema muto.

Programmaticamente “delizioso”, il film è un divertissement effettivamente brillante, oltre che nella recitazione, nella ricostruzione degli Stati Uniti del proibizionismo e del derelitto campionato di Football degli esordi. Anche se qualcosa si inceppa (forse anche a causa del doppiaggio italiano) a livello dei dialoghi e tutto l’impianto, invero compiaciuto, sembra talvolta pendere verso lo scimmiottamento piuttosto che la citazione, come anche nell’uso delle musiche d’epoca.

E la politica? Domanda inevitabile visti i trascorsi militanti del regista e attore. In questo caso viene denunciato soprattutto il progressivo snaturamento dello sport di squadra le cui basi popolari sono snaturate da commissari esterni, telecronisti pudichi e contratti milionari. Contro questa deriva si ergono, fortunatamente, gli eroi belli e “scorretti” di una volta… come Clooney, naturalmente. E qui gli spettatori permalosi e incapaci di scindere il personaggio del film dall’uomo pubblico che presta il volto (e il sorriso equanimemente sornione) sia alla Nestlé che al Darfur, non riescono a celare un brivido di rancoroso fastidio.

  Curiosità
Il titolo originale Leatherheads, meno stucchevole di quello italiano (che invece tenta di nasconderne il contesto sportivo, tradizionalmente considerato poco propizio agli incassi), fa riferimento ai caschi protettivi in cuoio utilizzati dai giocatori di Football americano all’inizio del secolo e che poi muteranno, nel corso dei decenni, nelle complesse “armature” protettive di oggi.
  12-04-2008
   
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