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Titolo originale Deep Blue
Regia Andy Byatt, Alastair Fothergill
Sceneggiatura Andy Byatt, Alastair Fothergill, Tim Ecott

Durata 83 min.
Montaggio Martin Elsbury
Musiche George Fenton
Fotografia Doug Allan, Rick Rosenthal, Peter Scoones
Paese, Anno Germania, Gran Bretagna, 2003
Distribuzione Lucky Red

  La Trama
 La storia naturale degli oceani raccontata attraverso le immagini incantevoli dei suoi abitanti e della loro vita sottomarina. Il documentario è il risultato di anni di pazienti riprese alla scoperta delle meraviglie del mare e dei suoi abissi in uno spettacolo indimenticabile.
  Extra
 Sponsor
 
  Recensione

L’onda lunga del documentario ci trascina verso gli abissi oceanici, grazie a questa straordinaria pellicola del ’93 prodotta dalla BBC. La rinascita commerciale del genere documentaristico risale a Bowling a Columbine, cui Michael Moore ha fatto seguire il discusso Fahrenheit 9/11, spingendo milioni di spettatori davanti ad un’opera almeno stilisticamente non "fiction". Il grande successo del documentario "di attualità" ha dato una spinta anche a quelli naturalistici, sempre forti di una platea di appassionati, da Microcosmos a Il popolo migratore, per arrivare a Mondovino e Profondo blu, adesso sugli schermi.

Imperdibile per tutti coloro che rimangono ipnotizzati davanti ai filmati di National Geographic o Discovery Channel, Profondo blu abbandona il taglio didattico-scientifico per un approccio decisamente più estetico-poetico, e ci lascia senza fiato per la sontuosa bellezza delle immagini, per il potente mistero che riesce ad evocare. Senza quasi bisogno di parole, capiamo perché il cognome dell’orca è "assassina" ed anche quanto ciò sia ingiusto e puerile, ci meravigliamo di fronte alla pervicace ostinazione della vita, presente in ambienti di infernale ostilità, rimaniamo ipnotizzati dalla magìa degli abissi, tenebrosa vertigine che si accende di guizzi elettrici e di riflessi di zanne, senz’altro la parte più stupefacente dell’intero film.

Ma, soprattutto, con lo sguardo ormai colmo di meraviglie, ci sentiamo brutti, goffi ed inadeguati. Quanto più straordinario è lo spettacolo della natura, tanto più l’uomo si rende conto di esserne ormai estraneo, alieno da bellezza ed armonia, un nemico, il peggiore. Se all’uscita del cinema non correremo ad iscriverci a GreenPeace, almeno quest’estate evitiamo di gettare in mare la solita busta di plastica.

  10-04-05
   
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