Cerca con Google
powered bycinE-motion
Primevisioni
Interviste
News
Intersezioni
Dossier
Festival
Cinema e Libri
Bit Generation
Onde Sonore
DVD
VHS
Link

 Iscriviti alla Newsletter

 La tua mail

 Invia ad un amico
 Il tuo nome 
 La sua mail 


    Basic    
 

Titolo originale Id.
Regia John McTiernan
Sceneggiatura James Vanderbilt
Interpreti John Travolta, Samuel L. Jackson, Connie Nielsen, Giovanni Ribisi
Durata 95'
Montaggio George Folsey Jr.
Musiche Klaus Badelt
Scenografia Gary Kosko
Fotografia Steve Mason
Paese, Anno Usa 2003
Produzione Columbia Pictures, Intermedia Film Equities Ltd.
Distribuzione Medusa

  La Trama
 A Panama, durante un’esercitazione delle forze speciali dei marines, scompare un arrogante e temuto sergente. A investigare, tra gli altri, viene chiamato l’agente Hardy, informale e curioso personaggio che si aggira ai bordi della legalità. Fin dalle prime indagini emerge una reticenza fortissima da parte dei sopravissuti all’esercitazione mortale, poi pian piano si dipanano delle verità nascoste…segretissime. In breve l’inchiesta diventa una tettonica a zolle stratificatissima, in cui ognuno dà una versione tanto dettagliata quanto in contraddizione con quella degli altri. Soltanto alla fine, la soluzione finale… sorprendente e inattesa.
  Extra
 Sponsor
 
  Recensione

Una tendenza attuale del cinema action americano di taglio poliziesco, trucca sempre più le carte: le verità che vengono offerte al pubblico hanno una verosimiglianza utile solo per lo spettacolo offerto, e non per le logiche interne dei rapporti tra i personaggi. Mi spiego meglio, se qualcuno che nasconde qualcosa recita un ruolo rivolto soltanto a noi, in sala, in maniera assolutamente gratuita rispetto alle esigenze narrative (ossia quando non c’è più l’esigenza di dissimulare, rispetto agli altri personaggi, perché sanno già oppure non sono presenti in quel momento) lo spettacolo si separa in due contratti: quello tra i personaggi e il pubblico, e quello dell’intreccio del racconto, a cui il pubblico assiste.

Senza voler fare le lezioncine che andavano tanto di moda negli anni ottanta, prendiamo un caso concreto, Il genio della truffa: la finta figlia di Cage, per tutto il tempo, anche quando la vediamo da sola, recita il ruolo della ragazzina, e quindi lo fa solo per noi, per mantenerci in una posizione equivalente rispetto agli altri personaggi, in questo caso quello interpretato da Cage. Un regista come Tiernan, che è attentissimo a inseguire le mode e le modalità di racconto dell’action di consumo (non è mai un autore come Scorsese o i Coen, ma apre nuovi filoni, tipo Die Hard, o inventa remake come Rollerball con nuove forme visive o ancora apre intelligentemente al metacinema di consumo con quel piccolo capolavoro mal digerito dal mainstream che è Last Action Hero), fa qui un’operazione di raggruppamento tra spettatori e personaggi, del tipo di quella a cui abbiamo accennato, che si inserisce in un nuovo filone di metacinema, almeno, se non così nuovo, plasmato per le logiche di mercato multiplexer.

Tutta l’operazione è scritta appositamente: il film è un particolare ed efficace connubio tra teatro e action avventuroso-militare, due generi che più lontano di così non si può. Invece Tiernan, in qualche modo, riesce ad abbracciare strutture di proliferazione dei punti di vista, come il classico Rashomon di Kurosawa, e a inserirle in un thriller poliziesco-militare assolutamente contemporaneo, sospeso tra la giungla e un ospedale. Trucchi e bidoni si ramificano fino all’inverosimile, con la coppia Travolta-Jackson che furoreggia i vecchi echi tarantiniani, un Giovanni Ribisi magnifico, soldatino un po’ sfigato fisicamente che compensa con la malvagità la mancanza di potenza muscolare, una Nielsen poliziotta militare che mima un po’ la Demi Moore di Codice d’onore, e un insieme di caratteristi di contorno presenti e funzionali.

  02/11/2003
   
 
 
Torna in alto
© DADA S.p.A. 1995-2006
Pubblicità su questo sito - Policy community - Tutela dei minori - Internet gratis - Informativa Privacy