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    Mary    
 

Titolo originale Id.
Regia Abel Ferrara
Sceneggiatura Simone Lageoles, Abel Ferrara, Maria Isabella
Interpreti Juliette Binoche, Forest Whitaker, Matthew Modine
Durata 83'
Montaggio Fabio Nunziata, Langdon F. Page
Musiche Francis Kuiupers
Scenografia Monica Sallustio
Fotografia Stefano Falivene
Paese, Anno Italia/Francia/Usa, 2005
Produzione Fernando Sulichin, Roberto De Nigris
Distribuzione Mikado

  La Trama
 L’attrice Marie Palesi, dopo aver terminato di girare un film sulla figura di Maria Maddalena, non riesce più a liberarsi del suo personaggio. Decide così di abbandonare tutto e di andare a vivere a Gerusalemme. Nel frattempo l’autore del film, un regista un po’ furbo, cerca di promuove adeguatamente la sua opera e finisce per partecipare ad una trasmissione televisiva sulla vita di Cristo, trasmissione condotta da un giornalista che ritrova la fede dopo che sua moglie ha rischiato di morire di un parto prematuro
  Extra
 Sponsor
 
  Recensione

La religione come ossessione esistenziale

Abel Ferrara, nel bene e nel male, è un cineasta sorprendente, capace di girare piccoli capolavori ma anche di realizzare film totalmente irrisolti. Il suo rapporto con il cinema è contraddittorio e confuso ma il suo talento è cristallino, così come la sua particolare propensione a scavare dentro gli animi umani.

Mary, il suo ultimo film presentato in concorso alla 62° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, è emblematico perché racchiude in sé tutti gli elementi stilistici e poetici dell’universo filmico dell’autore de Il cattivo tenente e The Funeral.  È inoltre un lungometraggio destinato a far discutere,  a causa delle sue tematiche (profondissime) e del suo approccio “scomposto” a tali (enormi) argomenti.

Il rapporto degli individui con la religione, la presenza di Dio nelle vicende umane, lo sfruttamento “artistico” di  concetti religiosi, l’idea egoistica della conversione, la verità storica e i dogmi della Chiesa. La materia del contendere è praticamente infinita, e imprendibile anche per le menti più alte e raffinate, ma Ferrara, evidentemente, non teme queste sfide.

L’idea di base e la sostanza del messaggio non sono però elementi chiari. Si ha l’impressione che l’autore si sia perso nel labirinto dei propri pensieri, di riflessioni travolgenti intellettualmente, e forse governate da emozioni non proprio razionali.

Tre personaggi si alternano: un regista un po’ furbo che ha fatto un film sulla figura di Cristo e che pur apparendo cinico e arrivista dice cose più che condivisibili, un’attrice che dopo aver interpretato il ruolo di Maria Maddalena decide di abbandonare tutto e di andare a vivere a Gerusalemme, un giornalista televisivo che ritrova una fede alquanto isterica, e dai risvolti mistici, quando la moglie sta per perdere la vita a causa di un parto molto difficile.

Ferrara sembra illustrare tre diversi approcci alla religione, tre modi contrastanti di misurare la presenza divina nelle cose di tutti i giorni, ma dipinge un quadro terribilmente disorganico, quasi irritante. Nel tentativo di fare chiarezza ha coinvolto anche studiosi della materia e teologi (ebrei e cristiani), ma questo escamotage non è servito a nulla, anzi ha aggiunto disordine. Sullo sfondo intanto scorre la storia contemporanea del Medio Oriente: la morte provocata dagli scontri a fuoco all’inizio della seconda Intifada, i kamikaze palestinesi, e poi le proteste nei confronti del film su Gesù e Maria Maddalena  che rappresenta parte integrante dell’impianto narrativo elaborato  da Abel Ferrara, insieme a Simone Lageloes e Mario Isabella.

Ci sembra che il regista italo-americano si sia addentrato in territorio pericolosissimo e che si sia impantanato. Eppure, nonostante ciò, Mary è un lavoro che non può lasciare indifferente lo spettatore, un film che pone domande centrali per il genere umano e che, in ogni caso, fa emergere la cifra creativa di un autore di grande spessore, cifra che è rintracciabile soprattutto nella straordinaria impostazione visuale dell’opera (scura, notturna e angosciosa) e nella direzioni degli attori.   

  06/09/2005
   
 
 
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