Supercool! Design fanta-rétro e citazioni glamour, da Flash Gordon a Fritz Lang, da Buck Rogers al Mago di Oz, fino alle tavole di "Saturno contro la Terra" di Pedrocchi, Zavattini e Scolari. Il "supernerd" Kerry Conran, fanatico di computer e fantascienza d’antan, scrive, dirige e disegna la sua opera prima, un divertissement ultra-chic per cine-esteti, e lo fa interpretare alle star più cool del momento: il dandy Law, l’elegantissima Paltrow, la sexy Jolie ed il comprimario underground Ribisi, uniche presenze materiche nel mondo artificiale di Sky Captain.
Girata interamente in video digitale ad alta risoluzione e fotografata in un alternarsi di monocromie, dal seppia all’ocra, agli azzurri più algidi, la pellicola di Conran colpisce lo sguardo, ma non arriva al cuore. Cinema come puro esercizio estetico, dalle studiatissime scenografie, straordinarie nell’esasperare il design art-déco, alla terna di bellissimi protagonisti, ai costumi di Stella McCartney.
Ma nulla di ciò che vediamo, a parte gli interpreti, è mai esistito, neppure per pochi istanti nella dimensione irreale del set, ma è passato direttamente dalla fantasia di Conran allo schermo, bypassando la realizzazione materiale, la fatica delle riprese: sarà forse questo vuoto artificiale la causa della spettacolare freddezza di Sky Captain che utilizza il pretesto narrativo dello "scienziato pazzo" per tentare una riedizione "strafiga" del film d’avventura.
Conran rielabora cliché esotici e fantascientifici secondo un’estetica post-moderna che finisce per soccombere ad un destino paradossale: gli entusiasmi e le emozioni dell’infanzia, rivisti in chiave glamour e tradotti tecnologicamente per adulti alla moda, perdono completamente la loro forza evocativa e scivolano via, inoffensivi e divertenti, come una buona battuta ascoltata ad un party elegante e subito dimenticata.