Titolo originale Id. Regia Sam Raimi Sceneggiatura Billy Bob Thornton Tom Epperson Interpreti Cate Blanchett,, Giovanni Ribisi, Keanu Reeves, Katie Holmes Durata 111' Montaggio Arthur Coburn Bob Murawski Musiche Christopher Young Fotografia Jamie Anderson Paese, Anno Usa,2000 Produzione Sean Daniel Gregory Goodman James Jacks Gary Lucchesi Tom Rosenberg Ted Tan Distribuzione Medusa
La Trama
In un paesino del profondo Sud degli U.S.A. la giovane vedova Annie conduce la sua attività di “veggente” per i suoi compaesani. Madre di tre bambini, Annie tira avanti tranquillamente, finché a causa dei suoi sensati consigli a Valerie, moglie maltrattata, non si attira le ire del violento marito Donnie, che comincia a perseguitarla. A seguito di una visione, Annie indica alla polizia dove rinvenire il cadavere di una giovane di buona famiglia da poco scomparsa: in fondo da uno stagno di proprietà di Donnie che viene arrestato.
Orrore dei miei occhi Sam Raimi, ex enfant prodige dell’horror, demenziale innovatore dello splatter con La Casa (1982), si era perso. Smarrito, invischiato nella melassa del men che mediocre Gioco d’amore (1999), confuso nella schiera dei mestieranti dello schermo. Ma, per fortuna, si è trattato di una débacle momentanea e ce l’ha dimostrato con The Gift, in cui il grande Sam riesce a fondere in modo eccellente le sue grandi passioni: il noir ed il soprannaturale. L’esilarante La Casa 1 e 2, l’horror-mélo Darkman (1990), la farsa negromantica L’Armata delle tenebre (1993) testimoniano un amore iconoclasta per il soprannaturale, una passione birichina, una sana insofferenza per le costrizioni del genere. Dall’altro lato, il magnifico e sottovalutato thriller Soldi sporchi (1998) esalta lo stile ascitto e teso di Raimi, la sua propensione per il noir, l’abilità nel raccontare unita ad un’ironia feroce.
L’unione del gusto barocco per il fantastico e dello stile secco e tirato del thriller dona a The Gift un’atmosfera inquietante, amplificata dall’ottima ambientazione sudista, che permea tutta la pellicola in un crescendo di tensione. Classico giallo soprannaturale, il cocktail di Raimi ricorda gli ingredienti de Il sesto senso ed Unbreakable, ma risulta più secco, meno teso alla ricerca dell’effetto, più ispirato all’indagine investigativa che al racconto di fantasmi. Raimi lavora per sottrazione, raggela gli eccessi figurativi e barocchi dei suoi racconti horror e li trasforma in ipertesto, in una corrente di tensione impalpabile, in un’angoscia sovrannaturale apparentemente senza sfogo e senza scampo che riverbera sul viso diafano dell’eccellente protagonista, una Cate Blanchett sensitiva suo malgrado, alle prese con qualcosa di orribile che trascende la sua routine di cartomante per casalinghe frustrate. Ma se da un lato The Gift ci restituisce la sinistra eleganza di Raimi, dall’altro va segnalata la solidità della sceneggiatura del grande Billy Bob Thornton, già eccellente interprete di Soldi sporchi, che qui dà un’ulteriore conferma del suo eclettico talento cinematografico. Con queste premesse, non ci resta che attendere Sam Raimi alla sua prova più impegnativa, il superkolossale Spiderman in uscita nel 2002, in cui ci auguriamo che, a fronte delle pressioni economiche, riesca a conservare le proprie personalissime visioni.