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    Mumford    
 
Titolo originale Mumford
Regia Lawrence Kasdan
Sceneggiatura Lawrence Kasdan
Interpreti Loren Dean, Jason Lee, Ted Danson, Hope Davis
Durata 1h e 36'
Paese, Anno Usa,1999
Produzione Touchstone, Kasdan Pictures

  La Trama
 Il film inizia in bianco e nero, con una fotografia e dei personaggi che sembrano essere usciti da un poliziesco anni cinquanta un po' di serie B. Ma due minuti dopo il trucco viene svelato: non si tratta del film vero e proprio, ma del sogno di un tipo mentre lo racconta al suo psicanalista, il dottor Mumford, trentenne belloccio, sicuro e capace d'infondere sicurezza, il quale in poco tempo ha strappato ai suoi due colleghi molta della clientela della cittadina (che si chiama Mumford anch'essa). Tutti finiscono prima o poi per cercare d'incontrarlo, in alcuni casi di nascosto, come Skip Skipperton (un nerd un po' pazzo, fondatore della Panda Modem, una società che in pochi anni gli ha procurato sei mila miliardi!), per imbarazzo e timore rispetto alla tutela di un'immagine pubblica (già completamente fulminata). Mumford procede aneddoticamente, ritagliando piccole storie di provincia: alcune anonime, altre completamente assurde; e giocando sul fatto che quelle più assurde finiscono per essere quelle reali, mentre quelle anonimamente realistiche finiscono per essere quelle false.
  Extra
 Sponsor
 
  Recensione
Psicanalista per caso
Kasdan è un regista che ha all'attivo sette o otto film, realizzati in quasi vent'anni di carriera. Esordiente con un bellissimo thriller, lento e sospeso (Brivido caldo), ha continuato passando da un genere all'altro, con alti e bassi: dal sopravvalutato film generazionale Il grande freddo a flop micidiali come il noiosissimo western Whiat Earp, da commedie melanconiche e pantofolaie come Turista per caso a commedie brillanti e casinare come French Kiss, finendo per realizzare (scritto, sceneggiato e prodotto tutto da lui) un film molto bello e particolare, che ricorda per certi aspetti i romanzi di Paul Auster, nei quali si nascondono storie deliranti, all'interno di un quotidiano apparentemente anonimo e ripetitivo, ma sempre camuffate in modo tale da non essere mai troppo visibili e virtuosisticamente esibite. Mumford è una specie di delirio innocuo, a partire dal protagonista che va a vivere in una città che ha il suo stesso nome, per una sorta di chiamata: tutto viene raccontato in maniera molto sobria e ironica, in uno spazio astratto e utopico, ma precisamente coincidente con quello reale di un paese qualsiasi, dove la gente sembra essere uscita da un serial televisivo di vecchio stile, dove tutti alla fine si vogliono bene e dove i sogni sono fatti dello stesso materiale della realtà. Carellata di attori di secondo piano: dal protagonista (Gattaca, La fine della violenza), alla donna di Kevin Costner in Balla coi lupi, a quella di Jeff Bridgesin Harlington road, e così via.
  03/02/2003
   
 
 
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