Titolo originale Saving Soldier Ryan Regia Steven Spielberg Interpreti Tom Hanks, Matt Damon, Tom Sizemore Paese, Anno Usa,1998
La Trama
Omaha, 6 giugno 1944. Appena sbarcato, il capitano dell'esercito John Miller riceve un ordine particolare: con la sua squadra deve andare oltre le linee nemiche alla ricerca del soldato Ryan, il più giovane di quattro fratelli arruolati, l'unico rimasto in vita: lo stato maggiore americano vuole che torni vivo a casa.
D-day, la battaglia pių atroce del cinema Bei tempi (si fa per dire) quelli in cui la guerra conservava un proprio epico alone di folle tragredia, una grandezza insensata fatta di sofferenza, sangue, amicizia virile e supremo senso del sacrificio. Certo Spilberg si sarebbe trovato a dir poco in imbarazzo a cantare le moderne gesta eroiche degli asettici "Patriots anti-pompino" e dei "nerds" informatici che ormai hanno preso il posto dei valorosi fanti.
Così, la sua ennesima produzione per adulti, dopo il flop del deludente Amistad, ci riporta al D-day, il giorno dello sbarco in Normandia, e lo fa in un modo che al cinema ancora non si era mai visto.
Subito dopo un breve prologo in stile Titanic (anziano che rimembra con occhi lucidi e susseguente zoomata sugli stessi per introdurre la visione del ricordo), Spielberg ci inchioda con la sequenza di battaglia più straordinaria ed atroce che si ricordi.
Con uno stile di ripresa sorprendente che, abbandonate tentazioni patinate e leziosità stilistiche, utilizza camera a mano, sequenze accelerate ed un montaggio incalzante, lo sbarco in Normandia ci appare in tutta la sua eroica follia, spaventoso tra il fischiare dei proiettili ed il gelo del mare, la casualità della morte, il sangue (moltissimo) e le mutilazioni (terrificanti), l'assoluta confusione ed il rischio della disfatta.
E' un mattatoio agghiacciante, tanti morti, troppi, eppure ci rendiamo conto che deve essere stato così, probabilmente ancora peggio. Sulla tragedia universale della guerra si sviluppa poi la vicenda del capitano Tom Hanks e della sua squadra, inviata dietro le linee nemiche per trovare e riportare in America il soldato semplice Ryan- Matt Damon, unico superstite di quattro fratelli tutti arruolati.
Forse sarebbe stato troppo aspettarsi che questi rudi rangers non si lasciassero trasportare un pochino dalla solita retorica spielberghiana, che si sorvolasse sui classici temi dell'amicizia virile, che si scegliesse un approccio più originale al solito dilemma umanità del soldato/bestiale ferocia della guerra: in fondo il capitano è il sensibile pacioccone Tom Hanks, mica Clint Eastwood.
Così, tra sequenze mozzafiato, a volte il ritmo si intasa in alcuni momenti di pachidermica enfasi sentimental-musicale. Ma al di là di qualche inevitabile pomposità a stelle e strisce, la pellicola colpisce per l'abbacinante crudezza visiva, per il raggelante senso di reale pericolo che la emenda dalla tranquillizzante regoletta per cui, anche in mezzo ad una gragnuola di proiettili, possiamo stare sicuri che i protagonisti, in quanto tali, salveranno miracolosamente la pelle. In Salvate il soldato Ryan il pericolo è sempre presente, sempre reale e la continua tensione fa scorrere in un lampo le quasi tre ore di pellicola.