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Mongol
di Sergei Bodrov
Film appassionante dal respiro classico, avvolgente per le intere due ore dello svolgimento, incastonato in paesaggi indimenticabili, che davvero ci fanno ripiombare nell’incredulo stupore che dovevano avere i primi viaggiatori occidentali che si addentrarono in quelle terre inospitali.
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Notte brava a Las Vegas
di Tom Vaughan
Las Vegas, la città delle mille luci, delle infinite tentazioni e dei matrimoni-lampo. La perfetta ambientazione per una commedia come questa, che vede per la prima volta insieme sullo schermo Cameron Diaz e Ashton Kutcher.
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Slipstream
di Antony Hopkins
L’ultimo film di sir Anthony Hopkins è una specie di pout-pourri psichedelico e onirico, tra certi prodotti undergound americani anni 70 tipo Safe Place e qualcosa dell’ultimo Lynch.
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Carnera - La montagna che cammina
di Renzo Martinelli
Il film ripercorre i primi trent’anni di vita del campione mondiale dei pesi massimi Primo Carnera: un beverone analcolico a metà tra il film di pugilato alla Rocky con l’italiano grosso, buono e ignorante, e il film agonistico di carattere ideologico-politico alla Alì in versione nazional-popolare.
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Cargo 200
di Aleksej Balabanov
Ispirato a un fatto realmente accaduto nel 1984, è un congegno ad orologeria di crudezza programmaticamente ricercata che si avvale di un’accurata ricostruzione dell’Unione Sovietica in crisi della fine degli anni ’80.
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Caccia spietata
di David Von Ancken
Anche se non originalissimo, il film è un atto d’amore al cinema western: denso, eroico e girato con grande rigore e senso della tragedia.
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Speed Racer
di Larry Wachowski, Andy Wachowski
La cybersovversione di Matrix e l'anarco-romanticismo di V per Vendetta sono lontani, ma i fratelli Wachowski riescono comunque a coinvolgere andando a pescare nell'immaginario pop un vecchio manga giapponese degli anni '60 tramutandolo in un clamoroso esercizio di stile.
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Chiamami Salomè
di Claudio Sestieri
L’impostazione di Sestieri è certamente degna di interesse, ma si ha l’impressione che nello sforzo di essere creativo il regista finisca per produrre forme visuali già note e prevedibili.
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Sopravvivere coi lupi
di Vera Belmont
Nel riportare le pagine pseudo-autobiografiche di Misha Defonseca su celluloide, la Belmont guarda in faccia l'Olocausto e sceglie di tracciarne, attraverso un intreccio arendtiano fra storia personale e Storia universale, una parabola commovente e priva di retorica.
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Racconti da Stoccolma
di Anders Nilsson
Il film è cinematograficamente poco interessante, ma ha almeno il merito di smarcarsi dalle strumentalizzazioni che fanno della violenza domestica un argomento a sostegno di tesi e fobie razziste.
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Sotto le bombe
di Philippe Aractingi
La vicenda inchioda lo spettatore alla visione di un toccante road-movie post bellico nel Libano dell’estate del 2006, ma svela a poco a poco la sua natura di manifesto politico, finendo per dividere in maniera semplicistica l’umanità tra buoni e cattivi.
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The Hunting Party
di Richard Shepard
Lo spettatore medio viene manipolato senza remore, quello avvertito è semplicemente disgustato da tanta incoscienza nel trattare fatti storici recenti, condita da un fastidioso sentimento anti-serbo e un compiacimento tipicamente americano.
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Iron Man
di Jon Favreau
Il personaggio nato dalla matita di Stan Lee si materializza in un film che ha nell'elaborazione visiva il suo punto di forza: design profetico ed effetti speciali stupefacenti riescono a far emergere la pellicola dalle oramai troppo numerose trasposizioni cinematografiche supereroistiche.
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Saw IV
di Darren Lynn Bousman
Giunta al quarto capitolo, la macelleria più famosa del cinema perde il suo motore-protagonista, lo psicopatico Jigsaw, già rimpiazzato da assistenti, complici, fans ansiosi di superare il maestro in crudeltà.
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Il treno per il Darjeeling
di Wes Anderson
Dal regista de I Tenenbaum una comicità dell’assurdo che non ha nulla a che fare con la genialità ispirata di questo stile: se ne appropria impunemente per celare la banalità delle sue trovate.
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La sposa fantasma
di Jeff Lowell
Se il titolo italiano ha il difetto di ricordare troppo da vicino il capolavoro animato di Tim Burton, la trama si accosta al filone dei plurimi tentati remake-brutte copie di Ghost, inserendosi nell’ambito di commedie romantiche surreali, là dove uno dei protagonisti è proprio un fantasma.
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Un amore senza tempo
di Lajos Koltai
Opera seconda di Lajos Koltai, regista innamorato della letteratura, intento a raccontare emozioni, sentimenti e relazioni, fusi e confusi in una memoria costretta a ripercorrersi fin nell’ultimo tratto di vita.
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Tutti pazzi per l’oro
di Andy Tennant
“Comédie du remariage” in versione balneare, atletica e avventurosa, con un impianto hollywoodiano piuttosto convenzionale, privo di appeal e probabilmente di poca presa qui da noi.
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I demoni di San Pietroburgo
di Giuliano Montaldo
Più che un’operazione puramente biografica, un racconto basato sui possenti temi della poetica dostoevskijana: la sofferenza del dubbio, la ricerca e la paura dell’abisso, il conflitto tra fede e ateismo, lo Stato e la rivoluzione.
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L’altra donna del re
di Justin Chadwick
Una storia triste di sfrenate ambizioni, tratta dal bestseller di Philippa Gregory, che lascia nello spettatore un senso di disagio anche motivato dalla poca brillantezza della regia dell’esordiente Justin Chadwick.
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Ortone e il mondo dei Chi
di Jimmy Hayward, Steve Martino
Una storia semplice ma carica di significati, che gli animatori traspongono con garbo ed ironia sul grande schermo, ricreando, in versione aggiornata, il fantastico mondo del Dr. Seuss.
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L'amore non basta
di Stefano Chiantini
La storia di un ragazzo psicologicamente instabile che convive con la figura forte di suo padre, morto ma ai suoi occhi ancora ben presente, e intrattiene una relazione ossessivamente intermittente con Martina, hostess e studentessa universitaria.
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L'ultima missione
di Olivier Marchal
Il film riprende molti attori e atmosfere del precedente 36, quai des Orfèvres, abbandonando il dualismo tra i due personaggi principali per concentrarsi su un unico protagonista: uno strepitoso Daniel Auteuil nel ruolo di un poliziotto alla deriva.
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21
di Robert Luketic
Ispirato ad una storia vera, il film di Luketic, racconta in che modo un gruppo di studenti del M.I.T. fecero la loro fortuna a Las Vegas grazie ad un brillante sistema di conteggio delle carte.
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Il matrimonio è un affare di famiglia
di Cherie Nowlan
Nulla a che vedere con le commediole americane del tipo “suocera vs. nuora”, ma una commedia agrodolce che racconta i diversi sentimenti di due giovani innamorati e di una madre interpretata con la consueta intensità da Brenda Blethyn.
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La velocità della luce
di Andrea Papini
Papini cerca di uscire dai canoni del realismo e del cinema italiano contemporaneo, di elaborare un testo “altro”, basato su suggestioni visuali e improvvise derive di non senso. Le atmosfere lynchiane sono dietro l’angolo.
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10 cose di noi
di Brad Silberling
Una commedia leggera leggera, un film non poi tanto indipendente come sembra, un cast tecnico e artistico di tutto livello che lavora bene con lo scopo di divertirsi e divertire per poco più di un’ora.
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Interview
di Steve Bushemi
Interview, l’originale, è un film di Theo van Gogh, regista olandese ucciso nel 2004; Bushemi ne fa il remake in una versione molto americanizzata e abbastanza artificiosa, anche se curiosa e illuminata dalla magnifica Sienna Miller.
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Oxford Murders - Teorema di un delitto
di Alex de La Iglesia
De La Iglesia mette da parte l’humour nero delle precedenti opere per confezionarne una densa di spunti interessanti, basata sulla triade intellettuale crimine-filosofia-matematica.
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Alla ricerca dell'isola di Nim
di Jennifer Flackett, Mark Levin
Tratto da un libro della scrittrice australiana Wendy Orr, il film narra la storia parallela di due personaggi diametralmente opposti: Nim, una ragazzina abituata a vivere in un mondo da favola, e Alexandra, una donna terrorizzata dal mondo reale.
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La seconda volta non si scorda mai
di Francesco Ranieri Martinotti
Se siete degli irredentisti dei sentimenti e pensate che in questo mondo di spazzatura e campagne elettorali ci sia ancora spazio per l’amore, eccovi una commedia che dire spensierata è troppo impegnativo.
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In amore niente regole
di George Clooney
Programmaticamente “delizioso”, il film è un divertissement effettivamente brillante, oltre che nella recitazione, nella ricostruzione degli Stati Uniti del proibizionismo e del derelitto campionato di Football degli esordi.
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Shoot’em Up - Spara o muori
di Michael Davis
Fumettone “sparatutto”, “bullet movie”, “action thriller” o “thriller rock’n roll” che sia, il film con la nostra star da esportazione Monica Bellucci piacerà solo ai fan dell’azione a tutti i costi e del trio di interpreti protagonisti.
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Riprendimi
di Anna Negri
Mentre Virzì vola “basso” e si occupa degli “schiavi moderni” dei call center, Anna Negri decide di volare più “alto” e di concentrarsi sui disastri esistenziali e professionali di due creativi.
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