L’operazione più difficile davanti al doppio cd che raccoglie i materiali sonori di Piano, solo (biopic del musicista jazz Luca Flores) è dimenticare un film profondamente sbagliato, un film che dimostra per l’ennesima volta l’estraneità del cinema italiano al fatto musicale, sostanzialmente incompreso sia nella sua qualità di evento (la performance con i suoi spazi) che nella sua dimensione mitopoietica. Detto ciò, va aggiunto che la musica di commento firmata da Lele Marchitelli, per quanto marginale e fondamentalmente esornativa, contribuisce non poco a quel senso di estraneità: difficile immaginare un testo musicale più anodino, anti-dialettico, di questo mediocre impasto di chitarra e archi, per non parlare dei veri e propri squarci lirici che eccedono persino l’accorato mood del film (“Tormento estremo” , un titolo programmatico). Spiace che a produrre questi esiti sia un compositore che ha manifestato altrove (segnatamente con Verdone) uno stile più sicuro e sorvegliato.
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Veniamo alla parte più corposa della raccolta, che possiamo suddividere in repertorio di Flores e repertorio vario, da Bud Powell a Stefano Bollani fino ai brani classici eseguiti nella finzione scenica (Rachmaninoff, Bach). Per quanto concerne la scelta dei brani di Luca Flores, il primo cd include interessanti prelievi dalla sua non sterminata discografia, mentre il secondo cd contiene un’esibizione live del pianista in quartetto. La buona selezione di Flores si perde un poco nel repertorio generale (che peraltro non era così necessario mettere anche su cd) ma racconta meglio il pianista di quanto non abbia fatto il film. Se la visione di Piano, solo ha destato in voi un interesse per la musica di Flores, il consiglio molto scontato è di non cominciare da questa colonna musicale ma piuttosto di frequentare la sua discografia, ristampata di recente e dunque largamente reperibile.