Nella cinquina dei nominati agli ultimi Academy Awards, Thomas Newman con Intrigo a Berlino realizza un lavoro perfettamente organico al film, che è un calco del cinema hollywoodiano classico, di cui il compositore possiede con ogni certezza il segreto più intimo: figlio di Alfred Newman, figura fondamentale della Golden Age hollywoodiana (sue le musiche di Eva contro Eva, L’amore è una cosa meravigliosa, La tunica, La conquista del West), Thomas è l’ultimo erede di una dinastia musicale che ha ulteriori elementi di rilievo in Emil (collaboratore di Lang, Preminger, Lubitsch), Lionel (direttore d’orchestra e autore di canzoni sempre in periodo classico), Randy (compositore e autore di canzoni: Ragtime, Toy Story, Ti presento i miei) e David (sue le musiche di centinaia di commedie, fra cui Mai stata baciata, e film di animazione come L’era glaciale).
Thomas si è imposto nel cinema contemporaneo come musicista spiccatamente moderno, votato alla ricerca timbrica in luogo di quella tematica, e in particolare incline all’ibridazione dell’orchestra con i suoni di sintesi; in questo senso, Intrigo a Berlino è un clamoroso contrappasso, in cui il compositore intimista e sottile deve scrivere sontuosi temi per grande orchestra, in una struttura bipartita debitrice della retorica paterna, per quanto stilisticamente più affine alla penna torbida di Franz Waxman.
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Ecco allora un proliferare di ostinati ritmici, di frasi labirintiche e tormentate, di cadenze sospese: una scrittura emotiva, ammaliante nelle infinite variazioni del tema sentimentale (da ascoltare il violino solista da “A Good Dose” fino a “Always Something Worse”), vibrante nel tema “militaresco”, il tutto orchestrato magistralmente nella direzione sia della nitidezza che della ricchezza di strumentazione (l’arpa di “Muller’s Billet”, caso esemplare di intervento isolato e funzionale). Nel complesso, un lavoro che vale a Thomas Newman la solida fama di eclettico, e che assicurerà il plauso dei più tradizionalisti fra gli appassionati, quelli per i quali un musicista per il cinema non è mai davvero tale se non scrive, orchestra e dirige un bel tema wagneriano.
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www.colonnesonore.net (segnalo sull'edizione cartacea della rivista il bel saggio di Maurizio Caschetto su Thomas Newman, pubblicato sul n.11, marzo/aprile 2005)