Nel solco di Marco Beltrami, Tyler Bates arriva dal New Horror e prima ancora da una fertile esperienza nell’industria discografica, come musicista, autore e produttore. Con una cultura eclettica e trasversale, è il tipo perfetto del compositore contemporaneo di musica per il cinema. Nella ridefinizione del canone del cinema epico, l’innesto praticato da Bates che va a interpolare l’heavy metal con moduli sinfonici altrettanto energici avrà una sua influenza nel prossimo futuro.
E’ questo il contributo di 300 al genere, cinquanta anni dopo il gesto rivoluzionario di Mario Nascimbene, che per Alessandro il grande pensò all’impatto devastante di un’orchestra senza archi. In questo senso, la partitura di Tyler Bates ha un valore riassuntivo: la dominante percussiva del testo nascimbeniano si combina con ampi squarci lirici zimmeriani, memori del Gladiatore, con la cantante iraniana Azam Ali calata nelle atmosfere care a Lisa Gerrard.
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L’inclinazione enciclopedica, alla lunga, gioca al compositore qualche scherzo: praticamente chiunque si è accorto che la traccia “Returns a King” è un calco del brano “Victorius Titus”, dalla colonna musicale di Elliot Goldenthal per il film Titus. La corrispondenza fra le rispettive introduzioni corali è in effetti imbarazzante: persino la pausa che spezza la prima frase è equivalente. Tuttavia, piuttosto che intentare una causa per plagio, sarebbe il caso di fare, a livello critico, un passo indietro: anche la partitura di Goldenthal è chiaramente derivativa.
Tutta la musica di genere epico e fantasy, e finanche fantascientifico (Matrix), deve qualcosa negli ultimi anni ai Carmina Burana di Carl Orff, sia a livello della scrittura devota agli arcaismi, sia a livello della pesante orchestrazione. A sua volta, peraltro, Orff fu autore di massicci prelievi dalla tradizione musicale e dai suoi archetipi. Ne consegue che Tyler Bates è quasi innocente: avrebbe potuto evitare il calco di Titus, ma probabilmente ha introiettato il coro di Goldenthal dopo averlo usato come “temp track”, come musica d’appoggio in postproduzione. In ogni caso, l’ascolto di 300 offre ben più importanti stimoli all’appassionato di musica per il cinema, specie in termini di spazializzazione del suono, e di collaborazione fertile fra il compositore e il sound designer Derek Vanderhorst.