Alle Giornate professionali i dati Cinetel dell'ultima stagione
Il cinema è in crisi? I dati Cinetel dell’andamento del mercato sono stati presentati in una conferenza organizzata da Anec, Anim e Unidim, nell’ambito della XXVIII edizione delle Giornate professionali di Cinema (21-23 giugno) che quest’anno si svolgono all’Auditorium di via della Conciliazione a Roma. “Siamo in un momento difficile siaper quanto riguarda gli incassi che le presenze – ha affermato il presidente di Unidim Richard Borg – ma dobbiamo essere ottimisti e cercare di spingere i giovani a continuare a pensare che la sala cinematografica è il luogo migliore dove vedere un film”.
Certo i dati non sono confortanti, tra gennaio e giugno di quest’anno gli incassi sono calati del 17,84% rispetto allo stesso periodo del 2004, mentre le presenze del 18,05%. Un tendenza negativa che non si manifesta solo nel nostro paese, anche Germania (-14,4% incassi), Francia (- 9,0%), Spagna (- 13,9%) e Usa (-7,5%) non sono da meno. La Gran Bretagna è la sola a salvarsi, fa segnare infatti un irrisorio -1%, (fino al 31 maggio) e un +18% nel solo mese di giugno.
La discesa agli inferi è iniziata a gennaio 2005 con un -10,4% sugli incassi, seguito da una continua escalation che ha toccato il culmine a maggio con un -33,9%.
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Ma qual è la causa del trend negativo? “I motivi sono molteplici – spiega Walter Vacchino presidente dell’Anec – la stagnazione economica che ha colpito non solo l’Italia, la nuova tecnologia che con Dvd, tv al plasma, sistemi Home Theatre e Pay Tv allontana sempre di più la gente dalle sale cinematografiche, la pirateria che permette di scaricare mensilmente circa 400/600 file contenenti film e non da ultimo il prodotto cinematografico”.
Ed è proprio il prodotto ad aver influito notevolmente su questo andamento. Se si paragonano gli incassi dei lungometraggi più visti dello scorso anno con quelli di quest’anno il dato è lampante. Il totale d’incasso dei primi tre classificati (Il Signore degli anelli: il ritorno del re , La passione di Cristo e L’ultimo samurai) tra il 1° gennaio e il 31 maggio 2004 è di quasi 61 milioni di euro rispetto ai circa 38 milioni dei primi tre classificati (Mi presenti i tuoi?, Manuale d’amore, Che pasticcio, Bridget Jones) dello stesso periodo 2005. “Il cinema è come il vino – ha affermato il ministro dei Beni Culturali Rocco Buttiglione, invitato al dibattito - a seconda dell’annata ha più o meno successo”.
In questo quadro è importante valorizzare il cinema nazionale che può aiutare l’andamento del mercato, un esempio su tutti è Manuale d’amore, al secondo posto nei primi sei mesi del 2005. “Non c’è dubbio che abbiamo bisogno di una forte produzione italiana in cui il mercato possa credere” ha aggiunto Carlo Bernaschi, presidente dell’Anem. Altra elemento da non sottovalutare è “prolungamento della stagione cinematografica – suggerisce Richard Borg –. Estendere l’attività come negli altri paesi del mondo aiuterebbe la distribuzione di film”.
Ragionando invece in termini più allargati “occorre gettare le basi di un’industria culturale europea – ha sostenuto Buttiglione – con regole comuni che aiutino a concorrere con la cinematografia americana. Nel corso del semestre britannico chiederemo all’Europa di occuparsi proprio del tema cinema. Perché noi lo consideriamo un mezzo culturale indispensabile per la formazione del nostro paese”.