David J. M. Cornwell, in arte John Le Carrè, è sicuramente uno degli scrittori contemporanei da cui il cinema di spionaggio ha maggiormente attinto. A quasi ogni suo romanzo è seguito puntuale l’omonimo film che, con alterno successo, ha portato sullo schermo piccole e grandi star del cinema.
Il primo grande successo di Le Carrè in libreria è stato La spia che venne dal freddo (1963), che appena due anni dopo viene portato sul grande schermo da Martin Ritt e vede nel ruolo del protagonista Richard Burton. Ma ben presto il successo planetario dello scrittore inglese attira l’attenzione di Sidney Lumet che dirige nel 1966 Chiamata per il morto, adattamento del primo romanzo di Le Carrè, con James Mason, Simone Signoret e Maximilian Shell. E’ con questo romanzo che nasce il leggendario agente segreto Gorge Smiley che sarà protagonista di tutti i suoi libri di maggiore successo.
Ben presto è la volta de Lo specchio delle spie scritto nel 1965 che nel 1969 è già film diretto da Frank Pierson con Anthony Hopkins, Christopher Jones e Anthony Perkins.
Memorabile resta l’interpretazione di Alec Guinnes nella serie televisiva La Talpa del 1979, diretta da Frances Alcock e John Irvin, in cui l’attore impersonifica Gorge Smiley in una delle spy stories più avvincenti ambientate nel periodo della guerra fredda. Il romanzo omonimo era stato pubblicato la prima volta cinque anni prima, nel 1974. Dopo il successo de La Talpa Alec Guinnes è di nuovo Gorge Smiley tre anni più tardi, nella mini-serie Tutti gli uomini di Smiley (1982) che, secondo la formula ormai collaudata, presenta nel cast uno degli attori tedeschi più in voga del momento Curd Jurgens. L’omonimo romanzo di Le Carrè risaliva al 1979.
Nel 1984 George Roy Hill adatta per il cinema La Tamburina, affidando il ruolo della protagonista a Diane Keaton con Klaus Kinski nel ruolo di Martin Kurtz.
La formula della mini-serie televisiva viene adottata nel 1987 anche per La spia perfetta, romanzo del 1986: il film tv con Peter Egan e Ray McAnally è diretto da Peter Smith.
La casa russia è considerato da molti l’ultima storia di spionaggio della guerra fredda. Il romanzo del 1989 è portato sul grande schermo da Fred Schepisi l’anno successivo. Per il film viene mobilitato un cast stellare: il protagonista Sean Connery è affiancato per l’occasione da Micelle Pfeiffer, Roy Scheider, James Fox e Klaus Maria Brandauer.
Uno dei pochi romanzi di Le Carrè ancora ignorato negli adattamenti cinematografici o televisivi restava agli inizi degli anni ‘90 Delitto di classe, scritto nel 1962. E’ Gavin Millar che, nel 1991, dirige per la televisione il film omonimo affidando a Denholm Elliott l’arduo compito di sostituire Alec Guinnes nella parte di Gorge Smiley. Contrariamente a La talpa e Tutti gli uomini di Smiley, il film tv di Millar passa come una meteora nel palinsesto televisivo ed è presto dimenticato anche dai fan del genere.
Con la fine della guerra fredda si esaurisce anche l’elemento narrativo trainante della spy story e la vena artistica di Le Carrè sembra indirizzarsi verso un inesorabile esaurimento. In realtà lo scrittore britannico continua a sfornare romanzi trovando ben presto una nuova vena creativa grazie ad una lucida analisi delle trasformazioni che coinvolgono lo scenario economico-politico internazionale dalle quali emergono nuovi intrecci narrativi e importanti denunce sociali.
Al cinema Le Carrè partecipa nel 2001 alla sceneggiatura del film tratto dal suo romanzo omonimo del 1996 Il sarto di Panama, con il quale lo scrittore è presente al Festival di Berlino del 2001 a fianco del regista John Boorman. Pierce Brosnan interpreta perfettamente il nuovo modello di spia contemporanea ideata da Le Carrè, un personaggio cinico ed ironico che, come una sorta di anti-James Bond, si muove in un mondo sempre più instabile dominato da un capitalismo esasperato.
E’ da poco uscito sugli schermi l’adattamento cinematografico tratto dal penultimo romanzo di Le Carrè (Il giardiniere tenace, 2001) The Constant Gardener di Fernando Meirelles con Ralph Fiennes al centro di un intreccio di affari che coinvolge un cartello di multinazionali farmaceutiche.
Quarantacinque anni dopo quel micidiale intrigo internazionale di spie nella Berlino divisa dal muro siamo ancora qui ad aspettare di leggere la prossima storia e vedere chi presterà il volto ai personaggi di John Le Carrè.
E possiamo stare certi che di storie da raccontarci il 75enne scrittore inglese ex-funzionario del British Foreign Office ne ha ancora in serbo molte, per parlarci del mondo in cui viviamo con ironia e lucidità, come un gradevole e affezionato compagno di viaggio.