Se non ci fosse stato il gruppo dei ragazzi terribili della nouvelle vague che, a partire dagli anni cinquanta, reinterpretò la storia del cinema tracciando i canoni del cinema moderno, forse oggi non saremmo in grado di capire a fondo la portata dell’opera cinematografica di Roberto Rossellini.
La sua filmografia copre un periodo che va dal 1941 al 1975 e costituisce una parabola cinematografica che si sviluppa progressivamente dai primi lavori di carattere prettamente documentario per terminare con le opere di taglio didattico e televisivo. In mezzo ai due estremi Rossellini ha lasciato i suoi capolavori assoluti attraversando due delle stagioni più floride e importanti del cinema europeo: il Neorealismo italiano e la nascita del cinema moderno. Proprio il sincero rapporto di amicizia e complicità artistica che legava Rossellini ai ragazzi della nouvelle vague ha permesso di rivalutare quella parte del suo lavoro che era stato ampiamente sottostimato se non denigrato da gran parte dei suoi contemporanei e da un ambiente che non ha saputo capire la modernità del suo cinema anticipatore di trasformazioni che in breve tempo avrebbero cambiato il modo di fare cinema. Capolavori come Stromboli e Viaggio in Italia sono rimasti a lungo incompresi facendo versare fiumi di inchiostro nel vano tentativo di razionalizzarne i finali, trovare significati gratificanti e interpretare sequenze il cui senso resta ancora oggi nei fotogrammi delle sue pellicole, tra le righe dei suoi scritti e nell’animo di chi le ha sapute capire.
Roberto Rossellini è stato un personaggio scomodo perché sfuggiva ai tentativi di classificazione politica e culturale che troppo spesso decretavano il successo di un cineasta. Riluttante alla politica e alle correnti cinematografiche, ha sempre portato avanti la sua ricerca e sperimentazione cinematografica in coerenza con l’evoluzione del suo pensiero.
Considerando la sua filmografia essenziale possiamo distinguere convenzionalmente alcune fasi che permettono di interpretarne l’opera in base al contesto storico-culturale in cui si collocano.
La trilogia della guerra rappresenta il periodo di maggior consenso pubblico coincidente con l’epoca d’oro del Neorealismo italiano e comprende Roma città aperta (1945), Paisà (1946) e Germania anno zero (1948). Se i primi due film rappresentano veri e propri manifesti del cinema neorealista, Germania anno zero precorre i tempi per modernità e rappresenta un’anticipazione dell’utilizzo del linguaggio cinematografico di cui solo più tardi si riuscirà a prendere pienamente coscienza.
Il periodo dei cosiddetti film della solitudine iniziano con Francesco Giullare di Dio (1950) e comprendendono la trilogia legata al sodalizio sentimentale e professionale del regista con Ingrid Bergman: Stromboli (1950), Europa 51 (1952) e Viaggio in Italia (1953). La struttura aperta, la libertà di stile, la disposizione degli elementi narrativi, i contenuti che si offrono sempre come spunti problematici senza soluzioni preconfezionate, fanno dei film di questo periodo dei capolavori oggi studiati nelle università di tutto il mondo. Jaques Rivette accosterà film come Viaggio in Italia ai lavori pittorici di Henri Matisse, riconoscendo in entrambi gli artisti una struttura moderna e aperta dell’opera che stimola la libera scelta dell’osservatore-spettatore al quale viene richiesto un atteggiamento attivo per abitare e riempire in modo personale gli spazi bianchi lasciati dagli autori.
In seguito Rossellini torna brevemente ai caratteri del Neorealismo accettando un film su commissione che gli vale il Leone d’oro a Venezia (Il generale della Rovere, 1959) per intraprendere successivamente un viaggio in India che coinciderà con la fine del periodo più florido del suo percorso cinematografico.
Gli anni ’60 sono caratterizzati dalla vena didascalica della sua opera e dal passaggio dal cinema alla televisione. La parte finale della sua carriera è caratterizzata da film-documentari a carattere storico-didattico e ci regala tuttavia ancora un capolavoro assoluto come La presa del potere di Luigi XIV (1966).
Di seguito riportiamo una selezione di siti dedicati al regista italiano, alla sua carriera e alle numerose iniziative legate alla sua figura e alla sua opera.
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Sito ufficiale Roberto Rossellini
Il sito rappresenta, nell’intenzione dei curatori, un vero e proprio portale volto a raccogliere e diffondere contenuti e informazioni che permettono di ricostruire e tenere traccia dell’opera complessiva di Rossellini nei diversi campi espressivi in cui l’attività del regista si è manifestata. Vedi il Link:  http://www.robertorossellini.it
R.R. - sito non ufficiale
Il sito rappresenta una vera e propria community online che, oltre alle informazioni sull’opera del regista italiano, riporta contributi di Renzo Rossellini e Marcella De Marchis Rossellini. Chat room e bacheca alimentano il dibattito online attorno alla figura di Rossellini. Vedi il Link:  http://groups.msn.com/robertorossellini
Sito ufficiale Ingrid Bergman
Il sito ufficiale dell’attrice svedese con la quale Rossellini ebbe un intenso rapporto sentimentale e professionale che dette vita ad alcuni dei film più importanti della filmografia del regista italiano, tra cui: Stromboli, Europa 51, Viaggio in Italia. Vedi il Link:  http://www.cmgww.com/stars/bergman
Fondazione Roberto Rossellini
Sito della fondazione Roberto Rossellini, che si occupa di “ricerca, didattica e progettazione per rappresentare e continuare il progetto polienciclopedico di Roberto Rossellini e per trasformarlo in un innovativo strumento didattico interattivo e multimediale”. Vedi il Link:  http://www.robertorossellinifoundation.org
Neorealismo - Rossellini
Sito curato da RAI International in cui sono disponibili preziosi filmati digitalizzati, immagini e locandine di Paisà e Roma città aperta. Segnaliamo in particolare un interessante video in cui Rossellini ripercorre in prima persona la sua carriera. Vedi il Link:  http://www.italica.rai.it/cinema/neorealismo/rossellini.htm