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    Tim Burton  di Leonardo Tosi       Gli altri Link

Viaggio nella fabbrica dei sogni

Il cinema di Tim Burton è popolato di piccoli e grandi mostri, esseri bizzarri, tristi e sensibili che racchiudono nella loro simpatica deformità la tenerezza che il mondo non sa più ritrovare. Sono questi mostri i veri compagni di Burton e dei protagonisti dei suoi film (da Edward a Batman, da Will Bloom a Willy Wonka), gli unici in grado di capirlo e di condividere con lui una visione pura e incontaminata del mondo.

L’appartenenza dei personaggi burtoniani a luoghi “altri”, lontani e segreti, è l’emblema dell’inconciliabilità di queste anime straordinarie e romantiche con l’ipocrisia di un mondo vuoto e conformista. E’ solo lo slancio del loro “forte sentire”, la ricerca dell’amore negato, che li porta ad abbandonare l’esilio nel proprio universo esclusivo per intraprendere il loro viaggio alla ricerca della serenità perduta.

I viaggi di questi personaggi diventano ben presto viaggi cinematografici attraverso i quali Burton ricostruisce una realtà in cui si fondono finzione e realtà, verità e menzogna, l’infanzia e l’età adulta. Tim Burton è oggi uno degli autori più originali del panorama cinematografico, figlio di quel filone “fantastico” che si fa comunemente risalire a uno dei padri del cinema, Georges Méliès, del quale ha mantenuto lo spirito originario calandolo e trasponendolo nel contesto del cinema contemporaneo, avvalendosi anche delle potenzialità di diverse tecniche espressive e dei nuovi mezzi tecnologici.

La sua visione del mondo contempla una realtà che si estende oltre i confini sensoriali e porta idealmente avanti un percorso di ricerca attraverso l’immagine (in movimento) iniziato storicamente all’inizio dello scorso secolo nell’ambito delle arti visive con la rivoluzione surrealista, che assegnò per la prima volta alla sfera del sogno e dell’immaginazione la stessa dignità della realtà materiale. Se passiamo mediamente otto ore al giorno dormendo e sognando, affermava André Bréton nel 1924, perché mai il linguaggio dei sogni dovrebbe avere una valenza minore rispetto al comportamento razionale e al linguaggio convenzionale?

Con l’avvento della fotografia, ricordava il teorico della “Nouvelle Vague”André Bazin, la pittura si è liberata dalla missione di riprodurre la realtà esteriore per approdare su altri terreni di ricerca attraverso le avanguardie pittoriche. Oggi il cinema ha fatto un passo successivo per estendere, con il digitale, l’effetto-realtà anche al mondo interiore ed immaginario rendendo più vero del vero anche ciò che non è visibile all’occhio umano.

Il cinema ha sempre avuto una doppia anima, quella dei fratelli Lumiére e quella che risale a Méliès: l’una tendente al realismo e l’altra di vena “illusionista”. Tim Burton rappresenta in questo senso l’inaspettata rivincita di questo cinema fantastico che ha da sempre risentito di una sorta di complesso di inferiorità rispetto al filone “realista”. Burton sviluppa il suo stile cinematografico e le proprie tematiche in una filmografia assai prolifica che presenta un sottile filo conduttore.

In questa ottica un film emblema della poetica del regista americano è sicuramente Big Fish (2003), in cui verità ed immaginazione si confondono e il racconto romanzato degli eventi imprigionati nella memoria assurge a realtà per elevarsi ad elegia in uno degli omaggi cinematografici più belli alla morte. Allo stesso modo La fabbrica di cioccolato ci presenta, sotto le sembianze della favola, una realtà interiore dei sentimenti - quella di Willy Wonka a confronto con quella di Charlie - in cui non ha più senso distinguere tra finzione e verità dei fatti e in cui l’ambiente (da una parte la fabbrica di Willy e dall’altra la piccola casa della famiglia di Charlie) diventa espressione dell’animo dei protagonisti.

In questo mondo si muovono gli anti-eroi del cinema di Burton, adulti-bambini alla ricerca del padre perduto in un mondo condiviso solo con mostri e mostrini, simpatici (e odiosi) compagni di un viaggio attraverso un paesaggio - ora candidamente meraviglioso, ora minacciosamente gotico ed oscuro - in cui gli elementi dell’horror diventano veicolo di sentimenti ed emozioni. Se Michael Keaton, prima, e Johnny Depp, poi, impersonificano l’alter-ego di Burton, i grandi attori-icona della storia del film horror rappresentano spesso la schiacciante figura paterna da cui non è stato possibile altro che fuggire o essere abbandonati ma con la quale è possibile alla fine trovare una strada per la conciliazione: da Christopher Lee (il severo padre-dentista di Willie Wonka) a Vincent Price (padre-inventore di Edward mani di forbice).

D’altro canto è a questi stessi attori che Burton si ispira e dedica la sua opera cinematografica: a Vincent Price è dedicato Vincent, il corto con cui Burton esordisce alla regia nel 1982; a Peter Cushing si ispira, per stessa dichiarazione del regista, Johnny Depp ne Il mistero di Sleepy Hollow (1999). Lo stile di regia di Burton si ispira, per sua affermazione, da una parte al cinema felliniano della memoria e dell’immaginario e dall’altra al cinema espressionista tedesco. Il suo talento per l’animazione si è perfezionato nel tempo, attraverso le esperienze di disegnatore ed animatore alla Disney, trasformando la giovanile passione per il disegno in una risorsa del suo cinema.

Lo stesso regista, come i personaggi dei suoi film, ha gradualmente trovato la sua “famiglia cinematografica”: i suoi attori-feticcio (Keaton e Depp), i suoi padri putativi (Lee e Price), la compagna-attrice Helena Bonham-Carter (protagonista femminile e voce dei suoi personaggi animati), il fidato Danny Elfman, autore delle colonne sonore. L’opera del quarantasettenne regista americano percorre tutti i territori dell’immaginazione fino ad arrivare a ridefinire i generi cinematografici: la fantascienza (Il pianeta delle scimmie, 2001; Mars Attacks!, 1996), l’animazione (Nightmare Before Christmas, 1993; La sposa cadavere, 2005), l’horror (Edward mani di forbice, 1990; Il mistero di Sweepy Hollow, 1999), la fiaba (La fabbrica di cioccolato, 2004), il fumetto (Batman, 1989; Batman – Il ritorno, 1992) per approdare ai film più personali e maturi, i suoi capolavori romantici come Ed Wood (1995) e Big Fish (2003).

In questo percorso filmico la poetica di Burton è maturata, film dopo film, dagli esordi cupi e tristi, permeati dalla rassegnazione di non poter fuggire dal proprio universo e dalla condizione di essere escluso e diverso, agli ultimi lavori in cui si fa strada, tra paesaggi fantastici e personaggi grotteschi, la via per una conciliazione col mondo. Resta sempre una malinconia di fondo che nasce dalla consapevolezza che l’amore che non si è ricevuto non ritorna mai più e che, piuttosto che riprodurne eternamente l’assenza, piuttosto che arrendersi al vuoto di un mondo anonimo, si può tornare sui luoghi dell’infanzia perduta per trovare, finalmente, la pace con se stessi.

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Tim Burton

Serie di siti ufficiali e non ufficiali dedicati al regista americano. Il sito ufficiale è attualmente piuttosto deludente, mentre sui siti creati dai fan di Burton è possibile trovare video rari, fotogrammi digitalizzati risalenti ai primi lavori di animazione, wallpaper e font personalizzati ispirati ai suoi maggiori successi.

The Tim Burton Collective

Burtonesque

Tim Burton Dreamsite

Unofficial Tim Burton Website

Tim Burton's Town


Vedi il Link:  Sito Ufficiale
Mars Attacks!
Sito ufficiale di Mars Attacks! A distanza di anni il divertente sito della Warner resiste online nonostante il film risalga addirittura al 1996.
Vedi il Link:  http://marsattacks.warnerbros.com
La sposa cadavere
L'ultimo film di animazione di Burton. Le voci dei protagonisti sono di Johnny Depp, Helena Bonham-Carter ed Emily Watson. Si possono scaricare wallpaper per il PC e perfino per il cellulare.
Vedi il Link:  http://corpsebridemovie.warnerbros.com
La fabbrica di cioccolato
Sito ufficiale del film La fabbrica di coccolato. Da segnalare un mini-sito in flash interno che permette di muoversi all'interno delle stanze del film in realtà virtuale utilizzando i controlli QTVR.
Vedi il Link:  http://chocolatefactorymovie.warnerbros.com
Big Fish
Sito ufficiale dedicato a Big Fish. Segnaliamo la sezione Ed Bloom's stories in cui quattro famosi illustratori di libri per bambini danno vita, nel loro stile, ad alcuni dei racconti tratti dalfilm.
Vedi il Link:  http://www.sonypictures.com/movies/bigfish/site

   
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