Siti, filmati, interviste, immagini e informazioni sul cineasta inglese
Non si può certo dire che sia un cinema "alla moda", quello di Mike Leigh, sessantunenne regista inglese dai capelli bianchissimi e dall'espressione da gatto sornione. Il suo cinema racconta, con stile essenziale, piccole storie di gente comune che si confronta quotidianamente con la verità dei propri sentimenti e i suoi film vengono premiati ai maggiori festival ottenendo spesso una calorosa accoglienza nelle sale. Segreti e Bugie, Palma d'Oro a Cannes nel 1996 resta ad oggi il suo film più conosciuto, che lo ha portato alla ribalta internazionale facendo registrare uno straordinario successo mondiale al botteghino.
Ciononostante sembra che Leigh debba ogni volta riconquistarsi da capo lo spazio e la giusta attenzione che i suoi film meritano, come se il suo approccio al cinema e la sua carriera cinematografica non fossero ancora garanzia di credito universalmente riconosciuto. Anche il suo ultimo lavoro, Il Segreto di Vera Drake, non ha certo trovato le porte spalancate: rifiutato da Cannes, il film ha vinto a Venezia il premio più prestigioso contro ogni pronostico e nonostante le pressioni di un ambiente esterno non proprio favorevole. Eppure i suoi film arrivano sempre dritti al cuore dello spettatore e gli occhi più esperti riescono sempre a riconoscere il valore artistico del lavoro di regia che lo sottende.
Metodo, sceneggiatura e interpretazione sono le parole-chiave del cinema di Leigh. Non esiste una sceneggiatura vera e propria nei suoi film, ma questo non vuole certo dire che ci sia spazio per l'improvvisazione: il metodo del regista, utilizzato anche nei suoi lavori teatrali, richiede il coinvolgimento degli attori ancor prima delle riprese. La stesura definitiva dei dialoghi e delle battute nasce dalla partecipazione di tutti gli attori attraverso un lavoro collaborativo di approfondimento dei personaggi. Da qui anche le difficoltà nel rapporto con i produttori ai quali Leigh non è quasi mai in grado di proporre preventivamente una sceneggiatura e un soggetto definiti. Dice lo stesso regista: "In pratica si tratta di creare un microcosmo tridimensionale improvvisando per un periodo molto lungo, e poi distillando da questo il prodotto finito. [...] Io dirigo tutto, controllo tutto, manipolo tutto, per renderlo omogeneo, drammatico e pieno di significato."
Lo stile di regia interviene appunto nella "distillazione del prodotto finito" ed è fatto di inquadrature fisse che lasciano lo spazio necessario agli elementi della scena e ai tempi emotivi dello spettatore, e di movimenti di macchina quasi impercettibili come per non compromettere mai la coralità del film con una regia troppo invadente.
Al cuore del metodo di Mike Leigh stanno i suoi personaggi e i suoi attori, grandi professionisti spesso presi in prestito al teatro e premiati ai maggiori festival cinematorgafici internazionali per interpretazioni straordinarie, come avvenuto per David Tewlis protagonista di Naked a Cannes '93, per Brenda Blethyn protagonista di Segreti e Bugie a Cannes '96, per Imelda Staunton protagonista de Il segreto di Vera Drake a Venezia 2004.
In occasione dell'uscita del suo ultimo film, Leone d'Oro a Venezia, cinema.it propone l'intervista al regista e una selezione dei migliori siti web.
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Il segreto di Vera Drake
Sito ufficiale del film vincitore del Leone d'Oro al Festival di Venezia del 2004. La protagonista Imelda Staunton ha ottenuto la Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile. Vedi il Link:  http://www.veradrake.com
Risorse in rete
Biografia, filmati, trailer, interviste video e numerose altre risorse in rete raccolte da un fan del regista inglese, organizzate cronologicamente e suddivise in base alle opere cinematografiche e televisive. Vedi il Link:  http://www.robotwisdom.com/jorn/leigh.html
Il contesto del cinema inglese
Pur rimanendo fuori da qualsiasi schema o classificazione, il cinema di Mike Leigh è spesso accomunato ai nomi di altri cineasti britannici con eguale propensione a un certo "realismo cinematografico" come Ken Loach, Stephen Frears e Michael Winterbottom. Questa vena del cinema britannico risale al "free cinema" che, alla fine degli anni '50, si colloca nel generale movimento di rinnovamento delle cinematografie nazionali. Vedi il Link:  http://www.britmovie.co.uk
Tutto o niente
Mike Leigh versione 2002: un duro e doloroso spaccato londinese sull’emarginazione provocata dalla disoccupazione e dalla povertà. Vedi il Link:  http://www.mgm.com/ua/allornothing