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    Gwyneth Paltrow  di Marco Spagnoli       Le altre interviste


Zaffiro e acciaio

Iron Man segna il ritorno di Gwyneth Paltrow in un ruolo importante dopo la pausa seguita alla nascita del secondo figlio avuto da Chris Martin, leader dei Coldplay.

Pepper Potts, assistente del miliardario Tony Stark, è un personaggio che consente all’attrice americana di mostrare ancora una volta tutta la sua naturale eleganza in un personaggio divertente, ma anche capace di esprimere un misto di fascino e seduzione.  

Aveva dei dubbi nel tornare al cinema con questo ruolo?
Sono sorpresa che qualcuno pensi che io potrei non accettare un ruolo in un film come Iron Man dove ci sono attori del calibro di Robert Downey Jr., Jeff Bridges e Terrence Howard. Io non ho alcun pregiudizio nei confronti del film che sto per interpretare a patto che con me ci siano le persone 'giuste'. Perché non avrei dovuto accettare? Non importa quale film fai e a quale genere appartenga se hai la possibilità di lavorare con persone veramente in gamba.

Ha mai letto i fumetti di Iron Man?
Sinceramente no. Ma, in realtà, non ho mai letto nessun fumetto …

Cosa l’affascinava di più di questo film?
Il realismo dei personaggi e la loro imprevedibilità che li porta ad uscire dagli schemi: Tony Stark e Pepper Potts  esprimono insieme una forte alchimia sessuale. Una rottura della tradizione del rapporto tra il capo e la sua assistente, alla luce del fatto che Tony inizia come un personaggio arrogante, mentre, alla fine, diventa un’altra persona. Subisce una metamorfosi ed entra in contatto con quello di buono che c’è nella vita.

Pepper Potts sembra l’alter ego di Tony Stark e – forse – perfino di Iron Man
Anche io sono convinta che dietro ad ogni grande uomo ci sia una donna altrettanto grande. Il mio ruolo nel film è molto importante perché interpreto quella che può essere considerata come la coscienza del protagonista. E’ una donna molto leale e generosa, soprattutto perché non giudica Tony Stark e lo aiuta a prescindere da tutto. La sua è una qualità che considero molto importante nella relazione tra un uomo e una donna e anche in altri rapporti: il sostenersi gli uni e gli altri in maniera abbastanza incondizionata risulta spesso fondamentale. E’ questo tipo di sostegno che consente alle persone di raggiungere obiettivi altrimenti troppo distanti. Ognuno di noi ha bisogno di un partner che lo sostenga sempre anche nei momenti più difficili…

Iron Man è un film sui supereroi estremamente riuscito, ma anche una commedia divertente. Come ci siete riusciti?
Jon Favreau
voleva ricreare un po’ delle atmosfere delle commedie sofisticate degli anni Quaranta: un’esperienza divertente che noi abbiamo rimescolato con l’idea che avevamo del fumetto. Abbiamo preso i nostri personaggi e abbiamo lasciato che si evolvessero. Non abbiamo fatto riferimento a nessun film preciso, ma essendo cresciuta vedendo tanto cinema, l’ammirazione per le screwball comedies è qualcosa che mi sono portata sempre con me…

Iron Man gioca anche con gli archetipi: l’uomo dietro la maschera, l’eroe e la sua corazza…
Credo che questo film spieghi come i nemici più pericolosi, alle volte, si nascondano dentro di noi.  I nemici non sono sempre lontani, e questo film testimonia come in tutti quanti ci sia una parte di buio che talora avvolge anche le persone di cui ci fidiamo.

Qualche analogia con il lavoro dell’attore?
Ci sono aspetti della tua vita che devi per forza tenere privati e nascosti. In questa epoca in cui la cultura della celebrità è diventata quello che è, non puoi permetterti  di fare altrimenti. Questo anche per fare in modo che quello che tu hai nella tua vita sia vero e importante. L’obiettivo di tutti gli attori è quello di non nascondere nulla ed essere il più aperti possibile. Credo che nel mio lavoro sia importante essere trasparente e pronta, mentre nella vita è necessario, in qualche maniera, negoziare come nascondere le cose più preziose. Noi attori, in un certo senso, siamo dei ‘canali’. Quando recitiamo c’è un livello che trascende la nostra razionalità e che sembra venire da qualche altre parte. Noi stiamo traducendo qualcosa che proviene da lontano e che il resto del mondo è in grado di capire grazie a quello che facciamo. Senza un legame spirituale con questa magnifica forza che incanaliamo, i nostri sforzi risulterebbero davvero molto limitati. Per questo io credo che il nostro corpo vada curato soprattutto dall’interno verso l’esterno: esercizio spirituale, meditazione, yoga.

Come sceglie le sue sceneggiature?
A questo punto della mia vita professionale ho dovuto dire di no a parecchi progetti per stare con i miei due bambini, perché non voglio perdere la loro crescita. Ovviamente, però, voglio onorare quella parte di me che come artista mi chiede di lavorare compatibilmente con gli impegni familiari. Potendo lavorare poco, quindi, scelgo soprattutto progetti che siano interessanti e soddisfacenti. Oggi quando leggo una sceneggiatura cerco l’opportunità di potere lavorare con delle persone meravigliose come nel caso di Iron Man o di avere l’opportunità di fare qualcosa del tutto nuova per me e la mia carriera. Cerco, soprattutto, di essere ispirata dal mio lavoro in modo che il tempo che manco da casa e dai miei film sia fruttuoso sotto altri punti di vista in modo che io possa essere migliore al ritorno dalla mia famiglia.


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Lei ha caratterizzato la sua carriera interpretando ruoli sempre differenti. Quanto conta la varietà nel suo lavoro?
Non si tratta di scelte pianificate a tavolino: non guardo ai generi, ma alle persone con cui lavoro. Se sei alle prese con un bravo regista come David Fincher puoi interpretare un horror , mentre con Jon Favreau puoi essere la protagonista di un film di supereroi. La cosa più importante nel nostro lavoro resta sempre la qualità delle persone con cui fai cinema.

Tornerà in un eventuale Iron Man 2?
Speriamo. Io ho firmato il contratto per tre film…






29-04-08

   
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