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    Jodie Foster  di Marco Spagnoli       Le altre interviste


Provaci ancora Jodie

Ne Alla ricerca dell'Isola di Nim, Jodie Foster interpreta Alexandra Rover, una scrittrice di romanzi di avventura, adorata da milioni di bambini nel mondo per il coraggio dei personaggi che ha creato e per le pericolose avventure che racconta nelle pagine dei sui libri. In realtà Alexandra è una donna molto insicura che non esce mai di casa e che ha paura del mondo esterno con il quale è collegata solo attraverso il suo fidato computer.

Un giorno una sua piccola fan (Abigail Breslin) le scrive una e-mail per chiedere il suo aiuto in qualità di "esperta delle avventure pericolose" per ritrovare il suo papà (Gerard Butler) scomparso in circostanze misteriose su un'isola sperduta. Alexandra benché terrorizzata non può non rispondere a questo appello accorato e trova dentro di sé il coraggio di uscire di casa scoprendo così che là fuori c'è un mondo meraviglioso.

Il suo personaggio in questo film è caratterizzato in maniera esilarante e lei, ancora una volta, dimostra tutto il suo talento in una commedia. Perché non ne ha interpretate di più?
Devo dire che negli ultimi quindici anni ho provato spesso a lavorare se non in commedie, sicuramente in film più 'leggeri'. E' dai tempi di Maverick che non riuscivo a trovare un ruolo del genere che mi piacesse così tanto. In realtà la cosa più buffa è che anche per questo film ho dovuto un po' insistere. Non è che non mi considerassero adatta, è soltanto che non riuscivano a vedere me in questa parte. Adoro i drammi che ho interpretato, ma sicuramente mi andava molto di esplorare un altro lato di me stessa.

Nel film la scrittrice instaura un rapporto con il suo alter ego maschile letterario molto simile a quello di Woody Allen e Bogart di Provaci ancora Sam!
Non ci avevo pensato. Credo che dovrò andare a riguardarmi quel film. E' vero, però, che io e Gerard Butler instauriamo un rapporto speciale. Mi divertiva molto che l'alter ego letterario di una scrittrice agorafobica e maniacale fosse una sorta di eroe. La cosa più divertente per noi attori è stata prenderci un po' in giro: io sono molto nota per le mie interpretazioni drammatiche e thriller,Gerard è celebre per il suo ruolo muscolare in 300.  E' come se Alla ricerca di Nim ci avesse consentito di ridere di noi stessi e dei nostri personaggi del passato. Io ho a che fare con la paura in maniera molto comica, mentre lui porta sullo schermo un eroe pomposo e pieno di sé.

In più Alexandra Rover ricorda un po' Emilio Salgari, l'autore di Sandokan che ha immaginato grandi avventure in luoghi remoti del mondo senza mai uscire di casa...
Non conosco Salgari, ma è interessante notare quanti scrittori di libri di avventura, di fatto, non abbiano mai voluto lasciare casa. J.H. Rosny Sr., autore de La guerra del fuoco, diretto poi come un film da Jean-Jacques Annaud non è mai uscito di casa per quindici anni. E' incredibile che una persona abbia scritto una storia tanto avventurosa senza mai uscire dal proprio appartamento per così tanto tempo.

Come ha lavorato sui tempi comici?
La tempistica della commedia è molto diversa da quella del dramma. Non solo: è un po' come se le idee della commedia andassero continuamente 'in circolo', mentre i temi del dramma richiedessero un'illuminazione progressiva. Il mio approccio a questo genere è molto istintivo e non ci ho pensato molto, perché se lo razionalizzi troppo, alla fine, rischi che il risultato non sia granché.  

Questo è anche un film che i suoi figli possono vedere...
E' vero: è la prima volta che i miei bambini vedono un mio film al cinema. E' la prima volta che li ho portati sul set e anche la prima che sono venuti con me alla première. E' stato un momento importante per tutti, perché prima, al massimo, potevano venire a trovarmi in camerino e non sulla scena. Mio figlio ha anche letto il libro prima che io iniziassi le riprese e così ha potuto immaginarmi in quella parte. E' stata una grande esperienza, soprattutto perché per film come Il buio nell'anima ho impedito loro di vedere anche solo il trailer. Ne Alla ricerca dell'isola di Nim c'è un messaggio meraviglioso sia dal punto di vista personale che ecologista: "Se ti prendi cura dell'ambiente e degli animali, questi si prenderanno cura di te." In particolare, per le ragazze, c'è anche un'altra idea: "Se vuoi un eroe nella tua vita, prenditi cura di te stessa. Non aspettare che qualcuno ti aiuti, ma reagisci." Lezioni importanti nella vita di bambini e ragazzi che oggi affidano molto della propria vita alla tecnologia fatta di videogiochi con laser e robot. Soprattutto le ragazze hanno perso di vista il prendersi cura di sé. Soprattutto le ragazze che in un'era postfemminista sembrano avere di nuovo erroneamente bisogno di fratelli, fidanzati e mariti come surrogati della figura paterna.

Torniamo all'elemento ecologista...
Tutte le persone che conosco stanno cambiando la propria vita in maniera grande o piccola per diventare parte della soluzione e non più dei problemi del pianeta. Bisogna incoraggiare il cambiamento a partire dai piccoli passi. L'impegno ecologista è parte quotidiana della mia vita e di quella dei miei figli. Anche per questo motivo mi interessava recitare in questo film che lancia un messaggio positivo nei confronti dei ragazzi.  

Cosa prova quando lavora con attori bambini come Abigail Breslin? Riconosce qualcosa di sé?
Sì ed è molto divertente per me guardare alla 'vita parallela' che loro conducono rispetto a quella che vivevo io alla loro età: trovarsi su set di paesi stranieri con la tua famiglia, con la troupe che ti insegna trucchi riguardo il set e le lenti della macchina da presa. Mi ricorda un po' le gioie della mia infanzia e Abigail è una ragazzina di grande talento sostenuta, nel suo lavoro, da una famiglia straordinaria.

Si dice che Alla ricerca dell'isola di Nim sarà l'ultimo suo film, almeno per un po'...
Negli ultimi dieci anni e soprattutto ora che ho dei bambini cerco di prendermi più tempo per me stessa tra un film e l'altro. Ho raggiunto diversi obiettivi e siccome il cinema prende molto da me, mi ci vuole un po' per riprendermi. Nell'ultimo anno ho girato due film. Ed è stato un po' troppo.  Adesso, per un po', penso di non volere recitare. Mi concentrerò, invece, su un progetto in cui impegnarmi sia come regista che come produttrice.


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Si riferisce al progetto legato alla biografia di Leni Riefensthal...
Esattamente. E' un progetto molto interessante che spero si realizzi un giorno.






12-04-08

   
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