L'attrice è protagonista insieme a Clive Owen e Paul Giamatti dell'action thriller Shoot 'em Up diretto da Michael Davis: Monica Bellucci interpreta una prostituta coinvolta dall'enigmatico Mr.Smith nel salvataggio di un neonato che un'agenzia governativa sembrerebbe essere interessata a uccidere. "Nella versione originale parlo in italiano nelle scene dove, nella nostra lingua, recito invece in napoletano. Era un modo per rendere anche nella nostra edizione il senso delle sue incomprensioni nate tra il mio personaggio e quello di Clive Owen."
Così Monica Bellucci racconta il suo doppiaggio per l'edizione italiana, ma anche per quella francese."E' stata una bella idea anche se ridoppiare i tuoi film rischia di essere sempre un po' noioso. Un film come questo lo fai, di fatto, tre volte. La cosa più bella per un attore è, piuttosto, essere sul set ed esaurire il suo lavoro davanti alla macchina da presa. Ridoppiarsi è veramente stancante ed è più facile magari prestare la tua voce a qualcun altro. Così interpreti un personaggio. Doppiando te stessa, invece, hai l'impressione di fare una ripetizione. Tu nella tua testa il tuo ruolo l'hai interpretato in inglese. Facendolo in italiano o in francese è come se girassi un altro film e anziché parlare con un attore sei sola davanti ad un microfono. Non è recitazione, ma un qualcosa di più 'tecnico'."
Anche in questo film interpreta una prostituta...
Un personaggio che si può interpretare in mille maniere differenti perché corrisponde a donne di tipo differente. E' un mondo che crea una grande curiosità e che io non conosco, ma che mi interessa per le sue possibilità. Da quella di questo film a Maria Maddalena della Passione di Cristo sono personaggi che offrono tantissimo spazio.
Cosa l'ha attirata della sceneggiatura?
Il fatto che si trattasse di un film assolutamente pazzo. Prima di accettare ho chiesto di incontrare il regista Michael Davis di cui non avevo visto i lavori precedenti. Lui si è presentato da me con lo storyboard, quindi, alla fine, il film era tutto già fatto e disegnato come un fumetto. Del resto lo stesso spirito del film è quello fumettistico con tutte le esagerazioni di violenza, di amore, di sessualità sublimati all'estremo. Alla fine è stato divertente partecipare ad un film di genere fatto tanto bene, avendo poi l'occasione di lavorare con due attori meravigliosi come Clive Owen e Paul Giamatti. Anche se è una pellicola d'azione, tutti noi abbiamo avuto modo di creare i nostri personaggi connotandoli fortemente come fuori dagli schemi. E' stata una bella avventura...
Questo film da un lato glorifica visivamente l'uso delle armi, ma dall'altro pone un problema serio come il loro controllo...
E' vero, sotto metafora c'è una critica delle armi in America che sono utilizzate in maniera molto facile e creano problemi gravissimi. L'utilizzo delle armi è pazzesco e incontrollabile...
Quanto vi divertiva partecipare a scene estreme come quella in cui lei e Clive Owen fate sesso, mentre lui uccide 'i cattivi'...
Siamo stati molto avvantaggiati dal fatto che tutti gli storyboards rendessero pienamente l'aspetto finale del film, enfatizzando, ripeto, l'elemento fumettistico. Quella scena di sesso e violenza è stata difficile e non perché si instaura una sorta di relazione sessuale tra l'attrice e l'attore, bensì perché il nostro problema era posizionarci e muoverci in questo casino di sparatorie e gente che entrava in camera dalla porta e dalla finestra. Il dubbio era come 'metterci'. Detto questo è meglio fare una scena del genere con Clive Owen..
Che rapporto ha con i fumetti?
E' il modo in cui ho imparato a leggere. I fumetti sono sempre stati per me un'importante fonte di ispirazione. Ho spesso intepretato film che avessero a che fare con i fumetti e, in assoluto, il mio preferito era Diabolik.
Sempre a proposito di fumetti: cosa pensa, invece, di Persepolis?
Purtroppo non l'ho visto, ma so che il tema della femminilità repressa dal fanatismo è trattato in maniera molto forte e con tanto humour. E' un film molto coraggioso. Speriamo che in Italia non si verifichino oggi le condizioni per cui tra qualche anno una ragazza debba scrivere un fumetto del genere e poi girare un film sull'intolleranza. Viviamo in un momento molto pericoloso. Io che ho avuto un'educazione cattolica sono perplessa riguardo alla strumentalizzazione politica della religione che, certe volte, viviamo in Italia. Si rischia, in un attimo, di fare un balzo all'indietro. E' un momento in cui dobbiamo stare attenti. Soprattutto, perché quando la religione viene strumentalizzata dalla politica le donne sono le prime a farne le spese. In tutte le religioni è così ed è la loro eventuale strumentalizzazione politica a rendere pericolose le religioni non certo il loro afflato spirituale. Potremmo trovarci nel Medioevo in un attimo e secondo me il rischio è molto concreto.