Cerca con Google
powered bycinE-motion
Primevisioni
Interviste
News
Intersezioni
Dossier
Festival
Cinema e Libri
Bit Generation
Onde Sonore
DVD
Link

    CINEMA
    CineCharacters
    CineCulture
    CineDoc
    CineGossip
    CineLudico
    CineSonoro
    CineWeb
    CineXtreme
 

    Jessica Alba
    Antonio Banderas
    Monica Bellucci
    George Clooney
    Penelope Cruz
    Johnny Depp
    Leonardo Di Caprio
    Scarlett Johansson
    Brad Pitt
    Charlize Theron
 

        La redazione
 Iscriviti alla Newsletter

 La tua mail
 Invia ad un amico
 Il tuo nome 
 La sua mail 
    Riccardo Scamarcio  di Marco Spagnoli       Le altre interviste


Paso doble

"Questo personaggio, per me, ha rappresentato dal punto della recitazione una vera sfida. Soffrendo, chiaramente." Così Riccardo Scamarcio parla di Adrian, l'artista al centro del triangolo di Colpo d'occhio che l'attore ha interpretato al fianco di Sergio Rubini in qualità anche di regista, e di Vittoria Puccini. "In Colpo d'occhio mi è stata data, per la prima volta, la possibilità di avere una forte attenzione alle battute, lavorando integralmente ad una costruzione di un personaggio. Io avevo voglia di fare questo percorso, perché negli altri film da me interpretati le cose più interessanti erano derivate dall'improvvisazione. In genere sono restio ad affidarmi totalmente ad un regista. Con Rubini, invece, le cose sono andate diversamente. Ho provato a resistere, ma alla fine ho capitolato e tutto quello che si vede in questo film lo devo a lui. Mi sono lasciato guidare in una recitazione piena di battute difficili e talora perfino 'simboliche'."

Quando ha incontrato Sergio Rubini per la prima volta?
La prima volta che ho conosciuto Sergio è stato quattro anni fa durante un provino per L'anima gemella. In realtà, ancor prima di venire a Roma per fare il Centro Sperimentale, l'ho visto a Bari durante una lettura in libreria. Quella è stata la prima volta che l'ho visto di persona, ed è stato un momento 'forte' perche lui rappresentava ai miei occhi 'qualcuno che ce l'aveva fatta': un attore rispettato, un regista di successo con un suo carisma, una sua personalità, molto precisa e indipendente. Sergio mi ha raccontato che voleva fare un film su un artista che si imbatte nel mondo dell'arte e che si ritrova poi a vivere tutta l'ambiguità e la difficoltà nella gestione dei rapporti umani e professionali. La scelta dello scultore è arrivata da un mio suggerimento sulla pittura che poi Sergio ha metabolizzato e indirizzato verso la scultura. Il film esplora il rapporto tra l'arte e gli ostacoli che un artista incontra nell'espressione di sé.

Qual è il suo rapporto personale con l'arte?
Il mio rapporto con l'arte è quello di un profano. Mi capita di andare a vedere delle mostre di pittura. Mia madre è una pittrice. Attraverso lei ho ricevuto un'infarinatura generale riguardo gli artisti principali. Non ho un rapporto particolarmente assiduo con l'arte anche se ci sono alcune opere che mi piacciono molto. Andare a girare questo film alla Biennale è stata, però, un'esperienza molto interessante.

Cosa significa interpretare un artista sullo schermo?
E' complicato riuscire a ritrarne la fatica nel momento della creazione: la cosa più interessante di questo film è la messinscena delle dinamiche che si scatenano nella storia d'amore. Adrian si trova a dover scegliere tra l'amore per una donna e quello per l'arte, tra i sentimenti e l'affermazione del proprio talento. Si tratta di una dinamica universale, non specifica, e una cosa che riguarda semplicemente l'uomo, che sia un artista o meno.

Che idea si è fatta del suo personaggio?
Ci sono molti punti di contatto tra me e Adrian Scala, ma anche grandi differenze. Io ho un profondo rispetto per la vita e il mondo dell'arte, mentre Adrian e un artista che cerca di trovare canali che permettano alla sua arte di ottenere consenso. Non e così pusillanime, anzi è un artista che semplicemente non può fare a meno di voler esprimere la propria identità attraverso l'arte e attraverso le sue sculture. Non so se nella realtà esistano un critico così e un artista così. Le dinamiche vissute da questi personaggi sono plausibili così come i loro 'bassi' sentimenti e i pensieri 'neri' vissuti da entrambi. Credo che la paura di perdere qualcosa vissuta da tutti e due possa portare alla follia. Non si tratta solo di successo, quanto della possibilità di continuare a vivere il lavoro che ciascuno di loro sa fare.


 Sponsor
Cosa pensa della sua partner in questo film?
Trovarsi al fianco di Vittoria Puccini in un film non è facile: è un'interprete curiosa e diversa rispetto alle altre attrici della sua generazione, perché è distante e intensa al tempo stesso; una caratteristica delle grandi attrici degli anni Cinquanta e Sessanta. Recitare vicino a lei è difficile. Al tempo stesso io mi sono messo a cercare una mia distanza personale da lei. Una lontananza che non leva forza al film, ma che anzi, semmai, l'accresce.





18-03-08

   
  Valentina Carnelutti
Angelina Jolie
Matteo Garrone
Michel Gondry
Terrence Howard
Gwyneth Paltrow
Robert Downey Jr.
Scarlett Johansson
Giuliano Montaldo
Paolo Buonvino
Carolina Crescentini
Andrea Molaioli
Olivier Marchal
Lajos Koltai
Martin Scorsese
Giovanna Mezzogiorno
George Clooney
Monica Bellucci
Alex De La Iglesia
Valerio Mastandrea
Steve Buscemi
Paolo Virzì
Rodrigo Plà
Riccardo Scamarcio
Sergio Rubini
Nicolas Vaporidis
Sarah Bolger
Salvatore Mereu
Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio, Peppe Ruggiero
Carlo Verdone
Alina Marazzi
Torna in alto
© DADA S.p.A. 1995-2006
Pubblicità su questo sito - Policy community - Tutela dei minori - Internet gratis - Informativa Privacy