Il suo vero grande esordio l'ha avuto con Jim Sheridan per In America dove, insieme alla sua vera sorella Emma, interpretava una delle due bambine protagoniste. Oggi la diciassettenne dublinese Sarah Bolger è la 'sorella' cinematografica dei due gemelli interpretati da Freddie Highmore nel divertente fantasy Le cronache di Spiderwick dove una famiglia come tante si trova alle prese con un mondo incantato pieni di elfi e troll minacciosi e, talora, perfino 'letali'.
"Avevo letto i libri da cui è stato tratto il film un anno prima che mi venisse chiesto di interpretare la parte. Ero andata a visitare gli studi della Paramount e mi hanno regalato i volumi come omaggio. Chi l'avrebbe detto che, poi, alla fine avrebbero chiesto proprio a me di interpretare questo ruolo?" Così Sarah Bolger racconta il rapporto con i romanzi scritti da Tony DiTerlizzi e Holly Black che il regista Mark Waters ha portato sul grande schermo.
"Quando, poi, ho letto la sceneggiatura sono rimasta sorpresa dal lavoro di cesello degli sceneggiatori che, di fatto, hanno preso il meglio dei cinque volumi della saga, distillandolo in un unico film."
Potrebbe esserci un sequel? Certamente. La storia potrebbe proseguire esplorando altri elementi dei volumi che, per forza di cose, sono stati tagliati dalla versione finale del nostro film.
Qual è la cosa che la divertiva di più di questo ruolo? Oltre all'elemento fisico, sicuramente era piacevole misurarsi con l'accento americano.
E adesso? Sono tra i protagonisti della seconda stagione de I Tudors e, forse, quello che potrei interpretare adesso è una commedia. Sicuramente qualcosa di molto diverso da quello che ho fatto fino ad oggi.
Si dice che la televisione sia molto più difficile... Sicuramente è molto più impegnativa in termini di lavorazione e tutto il resto. E' tutto più veloce, mentre il cinema è più rilassato. Devo ammettere che amo così tanto recitare che per me è difficile considerarlo come un vero e proprio lavoro. Anche se ovviamente svegliarsi alle cinque tutte le mattine è dura, mi risulta complicato chiamare lavoro quello di recitare in un film giocando tutto il tempo con creature fantastiche e un fratello che non c'è, di fatto, sullo schermo...
Quanto la diverte essere una giovane Star? Io non sono una Star. Sono giovane, ma non sono nemmeno famosa. Lavorare, però, nel mondo del cinema è fantastico e io adoro recitare. Nel frattempo studio matematica, i computer e mi piace l'astronomia.
...una materia perfetta per una 'giovane stella'... Forse...
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Qual è stata la cosa più difficile per Le cronache di Spiderwick? Sicuramente imparare a tirare di spada. Mi sono esercitata per qualche mese anche quattro ore al giorno e, devo dire, si è trattato di un'esperienza interessante, ma anche molto faticosa, perché mi hanno fatto allenare con l'ex coach della squadra canadese di scherma. Conosco tutti i termini legati al fioretto in francese, ma la cosa più sorprendente è che fare a duello con un'immagine digitale è molto più faticoso. Ovviamente sul set tu hai a che fare con l'aria, ma duellare con delle persone è più divertente e semplice. Lì dovevo seguire una coreografia precisa, senza mai arrivare a toccare davvero qualcosa.
Lei è una delle poche eroine cinematografiche che colpiscono di scherma... E' vero: negli action movies a parte quelli di pirati, sono poche le ragazze che colpiscono di spada. Soprattutto nel genere fantasy. Quello che mi piaceva di più del mio personaggio è che una figura positiva.
Si è sentita ispirata da altre donne-attrici con la spada: da Uma Thurman in Kill Bill a Milla Jovovich in Giovanna d'Arco? Sono attrici straordinarie. Prima di recitare in questo film ho studiato attentamente quello che faceva Uma Thurman in Kill Bill. Ovviamente non mi voglio paragonare a lei, ma bisogna riconoscere che la spada è un'arma meravigliosa. E' una maniera molto elegante per uccidere le persone.
La definirebbe anche come una maniera 'sexy' per uccidere la gente? Sinceramente non lo so. Ho solo diciassette anni, ho visto il film e non credo di essere particolarmente sexy.