In Family Game, scritto e diretto da Alfredo Arciero, Fabio Troiano interpreta il fratello 'problematico' di Stefano Dionisi, che inaspettatamente torna a casa in un momento difficile della famiglia in cui la quiete borghese e benestante del nucleo familiare sembra entrare pericolosamente in crisi. I suoi confronti-scontri con la cognata interpretata da Sandra Ceccarelli e il suo 'duello' con il fratello, sono alleggeriti da un'interpretazione divertente e divertita da parte dell'attore
torinese, che è anche tra gli interpreti della serie RIS e di Avventure semiserie di un ragazzo padre che Luca Lucini sta girando a Torino.
"Un'altra commedia!" dice Troiano "Un genere che mi è congeniale. Meno male che mi chiamano a fare questi film."
Un ruolo complesso, ma anche divertente perché interpretato in maniera originale...
Sin da subito, insieme ad Alfredo, abbiamo deciso che l'interpretazione di questo personaggio dovesse essere 'personale'. Ho cercato di dare a questo ruolo una forte vena di comicità.
Una caratterizzazione abbastanza insolita per un ex tossico che torna momentaneamente a fare parte di una famiglia che sembra quella del 'Mulino Bianco'. Un film così serio, impegnato ad affrontare problemi importanti aveva bisogno di essere alleggerito con una punta di insolenza e di comicità.
Una scelta giusta...
Dettata perlopiù da ciò che accade nella vita di tutti quanti noi dove c'è sempre bisogno di un alleggerimento quasi 'quotidiano'.
Avere come 'spalla' Stefano Dionisi risulta abbastanza insolito...
Sì, perché la comicità sta nell'imprevedibile. In questo senso sia io che Stefano abbiamo perseguito l'idea di un tempo comico basato su situazioni inattese. Anche nelle scene più dure ci sono battute e frasi che smorzano la situazione e alleggeriscono la tensione. E' il raggiungimento di un giusto equilibrio tra gli elementi che compongono la storia.
Come nella sequenza della partita a Subbuteo...
Mitico Subbuteo! In realtà, però, io ci ho giocato pochissimo. Un gioco affascinante che ti fa dimenticare perfino la Playstation in quanto sei lì a relazionarti con il tuo avversario. Il pretesto narrativo del Subbuteo è quello di ritrovarsi a dialogare con la Playstation.
Parliamo del suo 'esordio' in RIS?
La televisione di oggi mi interessa molto. Soprattutto quando ci sono progetti interessanti come RIS. L'attore è a trecentosessanta gradi e non deve essere legato soltanto ad un mezzo come cinema, televisione e teatro, ma praticarli il più possibile tutti quanti. Sono molto contento di lavorare in un prodotto di qualità come RIS.