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    Cronache del quotidiano – David Perlov a Roma  di Claudio Panella       Le altre Intersezioni


Si inaugura il 4 aprile alle ore 12.00 presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna (detta GNAM) di via delle Belle Arti a Roma la mostra Cronache del quotidiano - David Perlov - fotografie e film. L’esposizione sarà aperta al pubblico fino al 18 maggio, ed è accompagnata da un calendario di proiezioni di lavori di Perlov che si svolgeranno invece il 5 e il 6 aprile al Palazzo delle Esposizioni di via Nazionale.

L’evento è inserito nel programma della settima edizione di “FotoGrafia – Festival Internazionale di Roma” ed è curato da Maurizio G. De Bonis e Orith Youdovich in collaborazione con Mira Perlov, la vedova del fotografo e cineasta israelo-brasiliano scomparso nel 2003, che sarà presente all’inaugurazione e agli appuntamenti cinematografici.

La mostra comprende quasi un centinaio di stampe fotografiche di medio formato, a colori e in bianco e nero, e uno slide show composto da altri 150 scatti di Perlov, tra i quali non mancheranno alcuni esempi del suo lavoro in polaroid, formato spesso prescelto per la sua “intimità”. Tale sequenza sarà proiettata in loop come anche il capitolo II di Revised Diary 1990-1999, opera inedita nel nostro paese qui presentata in versione originale con sottotitoli in italiano.

Perlov, nato a Rio de Janeiro nel 1930 ma poi studente all’Ecole des Beaux Arts di Parigi e infine professore al Film and Television Department dell’Università di Tel Aviv, ha fotografato per molti anni le persone e le città in cui ha vissuto. Il suo sguardo si è posato con insistenza sui luoghi della propria quotidianità, come la sua famiglia, la sua casa, le strade intorno al suo palazzo, il caffè più vicino, ma anche sui volti degli sconosciuti abitanti delle città di Parigi e Tel Aviv.

Attraverso queste immagini Perlov ha posto come quintessenza della sua fotografia quella del suo “sguardo anonimo” sulla realtà.

Un approccio diaristico e di osservazione del reale che riflette su se stesso oltre che su di esso, e che a Roma viene ricordato anche attraverso le opere firmate da Perlov come regista cinematografico, un’attività cominciata dopo essere stato assistente di Henri Langlois, per molti anni direttore della Cinémathèque Française di Parigi, e montatore per un maestro del cinema documentaristico come Joris Ivens.

Al Palazzo delle Esposizioni verranno proiettate in lingua originale, con sottotitoli in italiano, tre opere documentaristiche di Perlov. Si inizia il 5 alle 16.30 con My Stills 1952-2002 (2003), documentario di un’ora nel quale vite anonime di persone colte tra la folla della metropoli si impongono per un istante alla visione, e che rivela anche la grande attenzione del regista per il sonoro e l’uso della colonna sonora nelle sue opere.


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Programma fitto per il 6, aperto alle 15.00 da In Jerusalem (1963), il film dedicato da Perlov alla città di Gerusalemme due anni dopo la sua decisione di stabilirsi in Israele, a Tel Aviv. Il documentario, diviso in dieci capitoli, dieci diverse osservazioni della vita di una città che all’epoca era ancora divisa tra Giordania e Israele, ottenne anche una Medaglia di Bronzo alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, che già aveva premiato con una Menzione Speciale In Thy Blood Live (1962), un film dedicato alla memoria della Shoah e al Yad Vashem di Gerusalemme da allora mai più proiettato in Italia se non per recente riscoperta degli stessi De Bonis e Youdovich.

A loro va dato tutto il merito di questa iniziativa, che riporta alla nostra attenzione un artista che in Israele è considerato tra i massimi teorici dell’immagine e la cui opera ha già avuto una retrospettiva al Centre Pompidou nel 2005. Tornando al programma romano, sempre il 6 aprile verrà presentato anche Diary 1973-1983, 330 minuti divisi in sei capitoli che saranno visibili a due a due alle 16.00, alle 18.10 e alle 20.20.

Il film è un grande affresco girato tra Israele, Francia e Brasile in un arco temporale di dieci anni, dalla Guerra del Kippur del 1973, vissuta a Tel Aviv, al viaggio in Brasile che il regista compì nel 1983. I capitoli 3 e 4 dell’opera erano stati ripresentati nella sezione Detours del Torino Film Festival 2006, ma anche in questo caso si tratta di un’occasione imperdibile di poter scoprire un’opera molto poco vista nel nostro paese.

Come Maurizio G. De Bonis lo ha definito sul numero 49 (gennaio-marzo 2008) di “CineCritica” il progetto Diary è un “testo filmico profondamente democratico poiché qualunque persona, anche la più umile, nell’ambito del progetto espressivo di Perlov può essere generatrice di prospettive interpretative autonome”. Nel film si intrecciano la storia di Israele, la storia personale dell’autore, i suoi viaggi e i suoi incontri con sconosciuti o personalità quali Klaus Kinski, Joris Ivens, Isaac Stern e Claude Lanzmann.

Ma non si tratta di un cine-diario “in soggettiva”, come l’autore ha voluto chiarire fin dalla didascalia che apre il suo lavoro:

“Maggio 1973. Ho comprato una camera. Ho cominciato a filmare io stesso e per me stesso. Il cinema professionale non mi attira più. Filmo giorno dopo giorno alla ricerca di altre cose. Cerco prima di tutto l’anonimato. Mi ci vuole del tempo per apprendere come fare.”

 

Il Calendario delle proiezioni (a ingresso libero):

5 aprile, 16.30
My Stills 1952-2002 (2003) - Colore (58 min.)

6 aprile – (a partire dalle 15.00)
In Jerusalem (1963) - Colore (33 min.)

Diary 1973 – 1983 -
Colore – b/n (330 min.)
Diary - Cap. I /II – 16.00
Diary - Cap. III/IV -  18.10
Diary – Cap. V/VI - 20.20



01-04-08

Tutti gli eventi del VII FotoGrafia – Festival Internazionale di Roma

Il sito ufficiale di David Perlov

 


   
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