Dalida une vie… è la mostra che il Comune di Parigi dedica all’artista che con la sua voce profonda e il suo fascino conquistò la Francia e non solo a partire dalla seconda metà degli anni Cinquanta e fino al 1987, anno della sua scomparsa. Voluta dal sindaco della capitale francese Bertrand Delanoë che conobbe personalmente Dalida a partire dagli anni Settanta, supportata dall’Assessorato all’Informazione e alla Comunicazione con l'approvazione del fratello della diva Orlando Gigliotti, la mostra si terrà fino all’8 settembre presso la Salle Saint-Jean dell’Hôtel de Ville.
Oggetti personali quasi feticistici come pagelle, patenti e passaporti insieme a dischi d’oro e di diamante, riviste d’epoca, abiti di scena, filmati di repertorio e registrazioni musicali raccontano alcune delle fasi importanti della vita e della carriera di un’artista poliglotta e multiforme. Nata con il nome di Iolanda Gigliotti in un quartiere popolare del Cairo nel 1933 da genitori italiani (il padre Pietro era primo violino all’Opera del Cairo), debutta come Miss Egitto nel 1954 sognando una carriera nel cinema.
All’inizio lavora come doppiatrice per film americani tra cui Salomé di William Dieterle in cui presta la voce a Rita Hayworth. In una delle foto esposte è con Omar Sharif anche lui, al tempo, doppiatore. Presto, il regista Niazi Mostafa le offre un ruolo da donna fatale in Une sigarette et un verre in cui in italiano canta e suona la canzone Desiderio di un’ora. Segue il francese Le masque de Toutankhamon di Marc de Gastyne in cui recita la parte di una spia e si esibisce in una danza orientale.
Proprio su consiglio di de Gastyne, sul finire del 1954 si trasferisce in Francia e tenta la fortuna come attrice ma conoscerà il successo quasi esclusivamente come cantante. Nonostante ciò il cinema continuerà a tentarla e in molti la corteggeranno per poi offrirle sempre piccoli ruoli, per lo più di cantante. Al rapporto con il cinema la mostra dedica un’ampia sezione divisa in due parti l’una consacrata alle performance di attrice e l’altra alla musica di Dalida nei film.
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Nella prima possiamo notare come il cinema sia rimasta una sorta di chimera per una cantante che sulla scena si serviva sempre del proprio corpo per rendere le proprie interpretazioni più intense. Il suo repertorio di attrice conta diverse pellicole dimenticate o praticamente sconosciute in Italia come Rapt aux deuxième bureau di Jean Stelli, Brigade des moeurs di Maurice Boutel, Che femmina…e che dollari! di Giorgio Simonelli, L’inconnue de Hong Kong di Jacques Poitrenaud in cui si esibisce in un duetto con Serge Gainsbourg.
Nel nostro paese il suo film più conosciuto è Ménage all’italiana di Franco Indovina in cui compare al fianco di Ugo Tognazzi. Nel 1968, recita la parte di una misteriosa hostess di cui si innamora Alberto Lupo in Io ti amo di Antonio Margheriti, più noto con lo pseudonimo di Anthony Dawson. Dopo di ché le sue apparizioni cinematografiche si interrompono quasi del tutto. Sono gli anni della riflessione esistenziale e dell’introspezione in cui Dalida rielabora la perdita dell’amato Luigi Tenco e della madre.
Nel 1986, grazie al regista egiziano Yusuf Shahin, ritorna sul grande schermo come protagonista di Le sixième jour. Nel film veste i panni poveri e presenti in mostra, di una lavandaia, una madre coraggio egiziana che alla fine degli anni Quaranta affronta le conseguenze di un’epidemia di colera e di una situazione politica difficile. Il pubblico la ama, i "Cahiers du cinéma" le dedicano una copertina e sembra che Dalida possa finalmente aspirare a un futuro di attrice a pieno titolo ma l’interprete di Ciao, amore ciao si toglie la vita l’anno seguente.
La seconda parte della sezione cinematografica della mostra racconta come la diva riviva ancora oggi grazie alle colonne sonore di molti film che ne ripropongono i grandi successi. Sullo schermo rivediamo e riascoltiamo spezzoni di Parole, parole, parole di Alain Resnais, Un air de famille di Agnes Jaoui, 8 donne di François Ozon, L’avversario di Nicole Garcia, solo alcuni dei tantissimi titoli che rendono omaggio ad una vera signora dello spettacolo a livello internazionale.