Il mistero dell'acqua...
Peter Chesney ha curato gli effetti speciali di film come The Truman Show e Men in Black. Chesney ha all’attivo decine di titoli, tra cui il recente remake di Ladykillers, Looney Tunes: Back in Action, The Mothman Prophecies – Voci dall’ombra, Come cani e gatti, L’uomo che non c’era, Fratello, dove sei?, L’ispettore Gadget, Il grande Lebowski, Vampire in Brooklyn, Waterworld – Mondo sommerso, Arizona Junior e Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi. Dopo The Ring 2 si è trovato a lavorare al fianco del regista Walter Salles per la versione americana di un altro horror nipponico: Dark Water in cui - come dice anche il titolo - l'acqua è dominante...
Lei non ha collaborato al primo film. Come si è posto nei suoi confronti?
L'ho studiato molto attentamente prima di iniziare le riprese. Volevamo essere fedeli a quel tono al punto che avevo il Dvd sempre pronto nel mio computer portatile per fare in modo che The Ring 2 fosse una sorta di evoluzione del primo.
In The Ring 2 un grande ruolo lo gioca la televisione. Quando nel cinema dell'orrore si vede uno schermo non si può non pensare immediatamente a Poltergeist. Come avete evitato ogni possibile paragone?
Ho iniziato a lavorare nel cinema nei primi anni ottanta e ho partecipato alla lavorazione di molti horror come Nightmare 3 e 4. Anche in quei film la tv giocava un ruolo molto importante. Fatto sta che la cosa che fa davvero paura è tutta nella necessità di essere sempre nuovi e differenti rispetto al film precedente. Se possibile anche migliori...
Oggi le cose sono più facili rispetto al passato?
Tutt'altro. I computer che creano gli effetti visivi mettono a disposizione molte più scelte. Il che rende tutto molto costoso. Per qualsiasi film quindi è necessaria una maggiore pianificazione...
Parliamo di Dark Water...
E' una coincidenza che io abbia lavorato a due film basati sull'acqua come The Ring 2 e Dark Water il cui soggetto giapponese è stato scritto dalla stessa persona: il regista di The Ring 2, Hideo Nakata. La mia sfida è stata quella di farli sembrare due film molto differenti tra loro.Nel caso di The Ring, Hideo ha voluto che tutto sembrasse molto realistico. A partire dal set dove le cose dovevano accadere. Il mio lavoro doveva puntare a effetti visivi che si esprimessero in maniera 'sottile' e favorissero il terrore.
Qual è la sfida rappresentata dal dovere fare paura alle persone?
Credo che la credibilità e uno stile "consistente" siano l'obiettivo primario di tutti noi. Questo anche per ottenere una reazione onesta da parte degli attori.
Dove sta - in genere - il punto di equilibrio tra realtà e illusione?
Cambia di volta in volta, perché tutto sta nello stile del regista. Nel caso di Hideo, per esempio, lui desiderava che tutto apparisse molto normale e naturale. Per realizzare questa visione abbiamo costruito un intero bagno capovolto. Allo scopo di trasformare in qualcosa di terrorizzante il semplice bagnetto di un bambino...