L’Italia si prende la rivincita. L’esclusione dal concorso alla 60ma edizione del Festival di Cannes aveva lasciato l’amaro in bocca, un anno dopo possiamo risollevare la china con la partecipazione in gara, alla 61ma edizione (14-25 maggio), di Gomorra di Matteo Garrone, tratto dall’omonimo romanzo pluritradotto di Roberto Saviano, e de Il divo di Paolo Sorrentino, ormai uno di casa dopo aver presentato negli anni passati Le conseguenze dell’amore e L’amico di famiglia.
Due film e un volto, quello di Toni Servillo appena incoronato con il David per la miglior performance ne La ragazza del lago. Insomma tiriamo un sospiro di sollievo. “Ritorna il cinema italiano – afferma il delegato generale del Festival di Cannes Thierry Frémaux - significa che l’anno scorso non c’era motivo di preoccuparsi ogni paese si interroga quando i propri film restano esclusi dalla competizione, come se questo provasse una debolezza del proprio cinema. In realtà il festival va letto su un tempo di quattro, cinque anni”.
Continuiamo la lista. Ritorna in Costa Azzurra anche Marco Tullio Giordana, con Sanguepazzo, interpretato da Monica Bellucci e Luca Zingaretti (nei panni di Luisa Ferida e Osvaldo Valenti). Il film rientra nella sezione Proiezioni speciali insieme a The Ashes of Time Redux di Wong Kar Wai, Roman Polanski: Wanted and Desired di Marina Zenovich,Of Time and City di Terence Davies, Chelsea Hotel di Abel Ferrara e C'est dur d'être aimé par des cons di Daniel Leconte.
Italiano anche Il resto della notte di Francesco Munzi (Saimir), inserito nella Quinzaine. Un po’ d’Italia anche in The Palermo Shooting di Wim Wenders con la nostra Giovanna Mezzogiorno e nella giuria, Sergio Castellitto porterà alta la bandiera tricolore. Con lui gli altri membri: il presidente Sean Penn, Natalie Portman, Alfonso Cuaron, Apichatpong Weerasethakul, Alexandra Maria Lara e Rachid Bouchareb.
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Sorrentino e Garrone se la dovranno vedere con nomi del calibro di Clint Eastwood che porterà Changeling con Angelina Jolie, Atom Egoyan (Adoration), Jia Zhangke (24 City), unico cinese in gara (ci penserà Müller a recuperare con il programma di Venezia), Walter Salles (Linha de passe), i fratelli Dardenne (Le silence de Lorna), Steven Soderbergh che finalmente mostrerà il suo Che con Benicio Del Toro e l’atteso esordio dietro la macchina da presa dello sceneggiatore Charlie Kaufman (Se mi lasci ti cancello) con Synecdoche, New York.
Fuori concorso il già annunciato Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo di Steven Spielberg, Vicky Cristina Barcelona di un Woody Allen trasferitosi in terra spagnola, The Argentine & Guerilla di Steven Soderbergh, il documentario sul pibe de oro Maradona di Emir Kusturica e il cartoon Kung Fu Panda, ormai i film d’animazione non devono mancare in un programma festivaliero.
All’appello manca la sezione Un certain Regard che forse riserverà ancora qualche sorpresa per noi italiani.