Il Festival del Cinema Europeo sta per spegnere la nona candelina. Dal 15 al 20 aprile, il Cityplex Santalucia di Lecce ospiterà una rassegna con dieci anteprime nazionali di lungometraggi europei in concorso (Ulivo d’Oro e 5000 euro al miglior film), incorniciata da sezioni speciali, lezioni di cinema e appuntamenti dedicati a personaggi di spicco della cinematografia italiana ed europea.
Se, durante la presentazione del Festival, il Presidente del SNCCI Bruno Torri ha voluto sottolineare l’importanza della presenza del regista russo Nikita Mikhalkov, “ovvero, il piacere di raccontare; il suo cinema offre molteplici motivi di coinvolgimento e, insieme, molteplici spunti di discussione che daranno luogo a un interessante dibattito fra regista, pubblico e stampa”, Laura Delli Colli, Presidente del SNGCI, ha annunciato che “sceglieremo il miglior attore europeo, tentando di dare un segno di attenzione ad attori spesso trascurati”.
Ospiti del festival saranno i “nuovi volti” Michele Venitucci, Jasmine Trinca ed Elena Bourika, mentre l’omaggio speciale di quest’anno andrà a Michele Placido, di cui verranno ricordate interpretazioni cult, dalle recenti in L’odore del sangue di Martone o Il posto nell’anima di Milani, ai primi Marcia Trionfale di Bellocchio o Io sono mia di Scandurri.
“Questo è il primo vero omaggio a tutto tondo che mi viene reso in Italia – ha dichiarato Placido, visibilmente entusiasta- verrò volentieri al festival, anche perché Il grande sogno, ovvero il mio film sul ’68, è alle porte. Ne approfitterò per fare sopralluoghi in Puglia, ormai terra sempre più ambita da chi lavora al cinema, praticamente una seconda Cinecittà”.
Per l’occasione, Gianluca Tavarelli ha montato ventitré minuti di “scene significative” della sua miniserie in due puntate su Aldo Moro, che vede proprio Placido nei panni dello statista democristiano.
Un rapido sguardo al programma del festival già rivela un tratto distintivo dell’edizione di quest’anno, ovvero l’attenzione particolare verso le problematiche legate al mondo del lavoro, con la proiezione di Morire di lavoro di Daniele Segre, ma anche del cortometraggio di Valerio Mastandrea sullo scottante quanto attuale tema delle morti bianche, Nastro d’Argento nel 2005.