Il programma
Il 58° festival di Berlino apre i battenti il 7 febbraio con la prima mondiale del film-concerto Shine of Light, diretto da Martin Scorsese e dedicato ai sempreverdi Rolling Stones, mentre a chiudere la kermesse il 17 sarà Be Kind Rewind del geniaccio Michel Gondry con un cast che va da Jack Black a Mia Farrow. La retrospettiva di quest’anno è dedicata invece a Luis Buñuel e prevede tutti film diretti, sceneggiati o prodotti dall’autore nonché le esecuzioni musicali live dei diversi commenti sonori realizzati per Le chien Andalou (1929).
Non sono pochi gli eventi di contorno alle tradizionali proiezioni festivaliere: uno per tutti è quello dell’8 sera al Delphi Filmpalast che vedrà protagonisti per il secondo anno consecutivo Guy Maddin e Isabella Rossellini, quest’anno entrambi in veste di registi, rispettivamente di My Winnipeg e del corto Green Porno (sulla vita sessuale degli insetti) che saranno “recitati” e musicati dal vivo. Altra Italia, ed è davvero un gran piacere, per l’Orso d’Oro alla carriera che il giorno di San Valentino verrà consegnato a Francesco Rosi: ben 13 le sue pellicole proiettate durante il festival.
Per quanto riguarda il Concorso principale, che sarà seguito con attenzione da una giuria presieduta da Costa-Gavras, le pellicole in gara dovrebbero essere 22, di cui due rappresenteranno la nostra cinematografia: sono il Caos Calmo di Antonello Grimaldi con Nanni Moretti, di cui in patria si parla ormai da mesi, e la coproduzione Feuerherz / Cuore di fuoco del toscano Luigi Falorni che vive da anni proprio a Berlino e si è già fatto conoscere con La storia del cammello che piange.
Continuando con la Germania, padrona di casa, si segnalano Kirschblüten - Hanami di Doris Dörrie e le coproduzioni con Finlandia (Musta Jaä / Black Ice), Israele (Restless), e Francia (Il y a longtemps que je t’aime). Tutti francesi sono invece Lady Jane di Robert Guédiguian e Julia di Erick Zonca che ha però come protagonista Tilda Swinton. Inglesi senz’ombra di dubbio sono Mike Leigh e il suo nuovo Happy-Go-Lucky, e britannico-statunitense è Gardens of the Night di Damian Harris. La corazzata americana, sempre imponente a Berlino, sarà composta da “soli” tre titoli: il primo è Elegy, il film con Penélope Cruz, Ben Kingsley e Dennis Hopper che la spagnola Isabel Coixet ha tratto da Philip Roth, il secondo è Ballast del giovane Lance Hammer, mentre quello forse più atteso è Il petroliere di Paul Thomas Anderson, già Orso d’oro nel 2000 per Magnolia, con un Daniel Day-Lewis fresco Golden Globe e in pole per gli Oscar.
Il vincitore della Berlinale nel 2001 Wang Xiaoshuai torna invece con Zuo You / In Love We Trust e guida un buon gruppo di orientali tra i quali cui si contano il giapponese Kabei / Our Mother di Yoji Yamada, il coreano Bam gua Nat / Night and Day di Hong Sangsoo e il sempre gradito ennesimo Johnnie To intitolato Sparrow. Arrivano invece dall’Iran Avaze Gonjeshk-ha / The Song of Sparrows di Majid Majidi, dal Messico Fernando Eimbcke e il suo Lake Tahoe e dal Brasile il blockbuster sudamericano Tropa de Elite di José Padilha. Parteciperà al concorso anche il documentario S.O.P. Standard Operating Procedure, del premio Oscar Errol Morris dedicato alle prigioni di Abu Ghraib e alla così detta “guerra al terrore”.
Fuori dalla competizione si trovano invece alcune altre pellicole altrettanto significative, tra le quali si può citare Katyń,l nuovo film del maestro Andrzej Wajda già Orso d’oro alla carriera nel 2006 e appena candidato ai prossimi Oscar, Plus tard tu comprendras di Amos Gitai, una produzione televisiva sulla biografia romanzata del giornalista e direttore di “Arté” Jérôme Clément con la fresca ottantenne Jeanne Moreau, e il documentario CSNY Déjà vu firmato da un Bernard Shakey dietro cui si nasconde Neil Young e che racconta lo “Speech Tour” affrontato nel 2006 dai rinati Crosby, Stills, Nash & Young.
Gran rumore e sito della Berlinale in tilt per la presentazione di Om Shanti Om con lo sbarco a Berlino della star di Bollywood Shah Rukh Khan, che si contenderà i flash con Scarlett Johansson e Natalie Portman, protagoniste di The Other Boleyn Girl, e con il cast di Fireflies in the Garden che conta anche Julia Roberts a Ryan Reynolds, finora più noto come fidanzato della Johansson che come attore. La coppia si riunirà quindi a Berlino, e ovviamente non è un caso: i gossippari di tutto il mondo non perderanno un solo giorno del festival.
Nella sezione Panorama saranno proposte 17 pellicole, più 15 in Panorama Special e 18 nel Panorama Documentari per un totale di ben 50 titoli. Tra i più attesi Transsiberian di Brad Anderson, la commedia horror gay Otto; or, Up with Dead People del canadese Bruce LaBruce, Det som ingen ved del già adepto del Dogma Søren Kragh-Jacobsen, e naturalmente il già chiacchieratissimo esordio nella regia di Madonna con Filth and Wisdom.
Tra i documentari appare maggioritario il tema dell’incontro/scontro con l’Islam e il Medio Oriente ma non mancano sorprese “musical” come Patti Smith: Dream of Life di Steven Sebring con la cantautrice che si racconta in prima persona, e Bananaz di Ceri Levy dedicato a Damon Albarn e ai Gorillaz.
Nelle tre categorie “panoramiche” vi sono anche tre italiani: Sonétaula di Salvatore Mereu nel programma principale, Corazones de mujer di Davide Sordella in quello speciale e il documentario Improvvisamente l’inverno scorso di Gustav Hofer e Luca Ragazzi con Veronica Pivetti. Anche nella sezione Forum vi è un nostro rappresentante, Nello La Marca con La terramare, mentre sono ben tre i titoli tra i cortometraggi: Giganti di Fabio Mollo, Impermanent di Mario Rizzi e alcuni episodi serie d’animazione Teat Beat of Sex, una coproduzione italoamericana firmata del lituano Signe Baumane. Altra Italia nella vetrina del Co-Production Market con Le ragazze di Albuquerque di Anna Di Francisca e con la presenza di Elio Germano proposto come “Shooting Star” italiana di quest’anno.
Claudio Panella