"Variety" lo ha inserito nella lista dei festival italiani “imperdibili” insieme a Venezia, al Courmayeur Noir in Festival e al Far East. Parliamo delle Giornate del Cinema Muto (6-13 ottobre), che a ventisei anni dalla nascita ritornano nell’originaria Pordenone dopo la ristrutturazione del Teatro Verdi e ritornano a trattare il cinema tedesco, questa volta occupandosi dell’Altra Weimar, cioè di un’epoca classica del muto vista però attraverso film e autori meno noti.
Accanto ai Lang e Murnau operavano altre personalità: Robison, il “perverso” Oswald, il fantasioso Berger, il manierista Dupont, Lamprecht, Piel, Schünzel, Prager, Hans Steinhoff, a cui le Giornate hanno dedicato un'attenzione pluriennale. Si può considerare prolungamento del programma un prezioso documentario su Kurt Gerron che interpretò, tra gli altri, il ruolo del mago Kiepert a fianco di Marlene Dietrich nell’Angelo azzurro.
Uno degli eventi serali del festival sarà Lulu - Die Büchse der Pandora di Georg W. Pabst con la folgorante Louise Brooks. Altro evento la proiezione di uno dei capolavori di David Wark Griffith, il melodramma del 1921 Le due orfanelle, accompagnato dalla nuova partitura di John Lanchbery, grande e compianto musicista che il pubblico della kermesse ben conosce. L’accompagnamento verrà eseguito per la prima volta dal vivo dall’Orchestra Sinfonica del Friuli Venezia Giulia diretta da Timothy Brock. L’orchestra eseguirà anche le musiche del film di chiusura Lulù di Pabst.
Continua il lungo viaggio attraverso l'opera di Griffith che quest’anno raggiunge l'undicesima e penultima tappa, rivolta al periodo 1921-1924. Oltre a Orphans of the Storm vedremo America e Isn’t Life Wonderful che conquistò Renoir e Rossellini. A proposito di America si scopriranno nella sezione Treasures III i film con tematiche sociali, tra cui il più vecchio dei lavori sopravvissuti di King Vidor e un'opera di William Desmond Taylor; la rassegna dedicata a Jean Darling & Our Gang e l'apocrifo demilliano Chicago, film erotico con Phyllis Haver.
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Il francese René Clair occuperà una parte consistente del calendario con i suoi film meno gettonati o addirittura da lui ripudiati come Le voyage imaginaire, La proie du vent, Paris qui dort, Un chapeau de paille d’Italie, Les deux timides, Le Fantôme du Moulin Rouge e La Tour. Charlie Chaplin non poteva mancare: sarà infatti presentato in anteprima mondiale il documentario di quindici minuti All at Sea dell’inglese Alistair Cooke, girato nel 1933 sullo yacht di Chaplin insieme all’attore e alla compagna Paulette Godard.
Il compositore Michael Nyman, autore delle musiche di Lezioni di piano e di molti film di Peter Greeneway, sarà ospite delle Giornate e per l’occasione accompagnerà dal vivo la proiezione di un capolavoro del muto, da lui stesso scelto, A propos de Nice del regista Jean Vigo. Prosegue il suo cammino FilmFair, la fiera del libro e del collezionismo cinematografico giunta alla dodicesima edizione. Anch’essa riscopre la sede pordenonese del Convento di San Francesco. E continuano, per il nono anno consecutivo, i seminari del Collegium: dodici studenti e ricercatori arriveranno da ogni parte del mondo per seguire le proiezioni e i quotidiani seminari con studiosi, storici, archivisti, collezionisti, critici e docenti universitari.