Tra qualche settimana, come tutti sanno visto l’enorme investimento nel lancio in anteprima mondiale, uscirà il quarto episodio della saga di Indiana Jones, l’archeologo in cerca dei più misteriosi e importanti reperti della nostra remota antichità. Forse qualcuno avrà pensato di sfruttare la grande attesa dello sterminato stuolo di fans nel far uscire questo titolo di Jackie Chan dalle evidenti similarità.
Siamo infatti in un medioevo cinese non meglio precisato, con una principessa manco a dirlo bellissima che, contesa da realisti e golpisti cade con la sua carrozza in un crepaccio, seguita però dal suo più fedele generale. Jackie Chan vede questa scena come in sogno, prima di essere svegliato da un suo vecchio amico e venir suo malgrado coinvolto in una serie di rischiose avventure, nello stile del buon vecchio Indy.
Svegliano un santone dal suo karma parecchio sospetto, se non truffaldino, vengono rincorsi da uno stuolo di adepti e così via. Strutturato sui due sentieri temporali legati insieme dalla presenza di Chan che interpreta due ruoli, il generale e sé stesso, il film contiene tutto quello che ci si può aspettare dalla sua griffe, duelli a colpi di calci, pugni, mosse di ogni tipo di arte marziale e mosse a nessuna arte se non a quella del nostro appartenenti.
Certo il paragone con Indy non tiene già dopo i primi sette minuti, colpa di dialoghi ridotti all’osso ed assai radenti, ma gli scenari paesaggistici sono a volte assai belli ed il divertimento, per gli adepti di arti marziali, è assicurato, per gli altri, conviene aspettare maggio.
Video: 8
Audio: 7
Extra: 6
Giancarlo Mancini