Il fenomeno Blog è nato circa dieci anni fa nell’area americana; il termine deriva dalla contrazione di Web Log. All’inizio i blog si sono sviluppati soprattutto come diari personali resi pubblici e potenzialmente aperti ai navigatori. Ormai hanno raggiunto livelli, fino a poco tempo fa impensabili, di diffusione in tutta la rete.
Sono pagine diaristiche che possono essere aggiornate con cadenza del tutto svincolata dai ritmi di siti web portati avanti con spirito giornalistico. Dunque, non si tratta di spazi informativi classici, ne di testate giornalistiche on line. I blog sono gestiti da singoli che hanno semplicemente l’esigenza di diffondere le proprie idee sulla rete.
Anche il cinema, ovviamente, è entrato nel sistema positivamente “anarchico” del mondo dei bloggers, determinando un impulso alla riflessione culturale in qualche caso interessante.
Chi scrive sui blog di cinema non è, in genere, un critico cinematografico (anche se esistono dei blog gestiti da addetti ai lavori) ma un “cinephile” che intende condividere le sue opinioni con altri navigatori della rete.
Nonostante questi siti siano gestiti in maniera non giornalistica non è raro che l’architettura diaristica libera da schemi lasci, a volte, il passo alla pubblicazione di vere e proprie recensioni, predisposte nell’ambito di rubriche ben riconoscibili nell’ambito della pagina web.
I giudizi ovviamente sono assoluti e poco oggettivi (d’altronde si tratta di opinioni di cinephiles); comunque tali giudizi sono accompagnati da commenti che i frequentatori dei blog possono lasciare.
Quello del blog è quindi allo stesso tempo uno spazio individualistico/personale e democratico/di massa, cioè megafono di idee di singoli ma anche veicolo di opinioni spesso diverse tra loro.
Il fenomeno dei blog cinematografici deve essere letto come un fattore non negativo poiché permette la veicolazione di idee che consentono di prendere atto degli umori di un pubblico attento, pubblico che rappresenta ancora oggi un segmento agguerrito della massa di spettatori delle sale.
Non sono rari i casi, comunque, nei quali si ritrovano all’interno di questi diari articoli di critici professionisti letteralmente succhiati, senza autorizzazione, da altri siti web. Il blog potrebbe diventare, in futuro, la naturale valvola di sfogo di tutti gli studiosi che non riescono a sviscerare completamente il loro lavoro in siti (o riviste cartacee) di impostazione giornalistica. E’ una realtà da valutare con molta attenzione per verificare quale sviluppi potrà avere. Per ora, il dato certo è il seguente: è in aumento il tasso democratico della pratica critica. Qui sotto alcuni link di alcuni blog presenti in rete.
http://overlookoncinema.blogspot.com/
http://cinebloggers.splinder.com/
http://xanadu.splinder.com/
http://www.ilcinemasecondome.net/
http://cineforum.blogspot.com/
http://blog.virgilio.it/cinemax