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    Come si recensisce un film in rete  di Eleonora Saracino       Gli altri Dossier

Bisogna stabilire un nuovo rapporto con il lettore

La recensione on line sembra aver acquisito, negli ultimi anni, un diverso diritto di cittadinanza rispetto a quello riservatole sulla stampa cartacea e, in particolare, sui quotidiani. Il critico, oggi figura sempre più ibrida, spesso divisa a metà tra il recensore e quel che, un tempo, veniva definito “il colorista”, si trova così a produrre pezzi differenti secondo il mezzo con il quale essi verranno fruiti.

 

Osservando lo spazio che la recensione occupa sulla carta stampata si nota come essa sia spesso relegata ad angoli sempre più angusti della pagina. Sovente, ai film in uscita non viene nemmeno dedicata una critica ma ci si limita ad accennarne appena la trama con, in alcuni casi, qualche riga di commento.

 

Il quotidiano ospita con grande generosità i profili dei divi, degli autori oppure le interviste, riservando al recensore una mezza colonna o appena di più per esprimere un giudizio critico sul film cercando di cogliere, più che altro, l’immediato interesse della maggioranza dei lettori, la cui curiosità si appunta soprattutto sul genere di pellicola e sull’argomento di cui tratta.

Navigando, invece, si scopre un mondo quanto mai variegato dedicato alle recensioni che, nella Rete, godono di maggior spazio e rivelano una diversità di approcci, variabile da sito a sito, considerando che, in molti casi, ci si trova di fronte a recensori-fans che, più che una critica del film in oggetto, ne esaltano i contenuti collocando l’opera in un discorso più ampio riguardante l’autore o l’attore al centro del film di cui si parla.

 

Tralasciando i casi “amatoriali”, troviamo invece una discreta quantità di siti cinematografici che fanno della recensione la linfa vitale del loro contenuto e alla quale viene dedicato un considerevole spazio.

 

Di solito, la si trova subito “in apertura” e se alcuni siti privilegiano il film di punta della settimana, linkando in colonne laterali i titoli delle altre uscite o dei film ancora in sala, in altri si preferisce mostrare una serie di recensioni – magari con un abstract e una parola cliccabile per continuare a leggere il pezzo – che coprono le uscite settimanali.

Non esiste, quindi, un vero e proprio “metodo” nella recensione on line, né un vero e proprio criterio di impaginazione, quanto piuttosto la volontà di un approfondimento critico, spesso accompagnato da curiosità legate alla sua realizzazione.

La fruizione stessa del mezzo consente di stabilire un rapporto con il lettore diverso da quello che egli ha di fronte alla pagina di un giornale. Soffermarsi a leggere su uno schermo significa, di solito, approcciare l’articolo con un interesse di ricerca spesso sostenuto dalla volontà di confrontare le opinioni dei diversi recensori. Le velocità con la quale si possono scaricare o consultare in Internet i documenti, permette a chi legge di avere a disposizione in poco tempo una serie di giudizi critici che ampliano il ventaglio di possibilità offerte al lettore per soddisfare non solo la mera curiosità ma anche avere un’idea un po’ più chiara del film che deciderà di andare – oppure di non andare – a vedere.


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Tuttavia il “limite” di una recensione on line è quello di non soddisfare – appunto – il criterio di immediatezza che, in genere, viene richiesto alla Rete. Sta allora all’abilità (e professionalità) del recensore fare in modo che si arrivi alla fine del pezzo senza che, con in click, si vada a cercare altrove. Certamente si può chiudere o voltare, con la stessa facilità, la pagina di un giornale, ma sembra che dal pezzo on line ci si aspetti sempre qualcosa “di più” o – meglio ancora – qualcosa di diverso. Non solo, quindi, la trama e il cast ma uno spunto d’interesse, una sorta di corto circuito della parola scritta che avvinca quasi quanto il film e ce ne sveli le potenzialità o, nel caso delle stroncature, i suoi difetti. Il tutto, però, con un linguaggio diretto e chiaro, che spieghi la vicenda narrata senza svelarla troppo, che ci rammenti, anche tra parentesi, qualche altro titolo firmato dal regista o qualche altra pellicola interpretata da questo o quell’attore, per non lasciare in sospeso la domanda che spesso, tranne gli addetti ai lavori (ma in molti casi pure loro) si fanno: “dove l’ho già visto?”.

 

La maggior parte delle recensioni on line diluisce nel pezzo la trama del film, prendendo spunto dal suo svolgimento per formularne un giudizio. In alcuni casi, la trama è invece separata dal resto dell’articolo che, svincolato dalla necessità di spiegare di cosa si tratta, si dedica esclusivamente all’analisi della pellicola. Non esiste, come ripetiamo, una metodologia univoca per recensire un film on line, tuttavia un punto cruciale – qualsiasi sia lo stile estetico della collocazione del pezzo all’interno del sito – risiede nella lunghezza del pezzo. Proprio per far fronte a quelle necessità di immediatezza richieste dalla Rete, l’eccessivo dilungarsi di un testo, letto su un monitor, non solo appesantisce la lettura ma ne abbassa la soglia di attenzione.

 

Anche se non si può parlare di vere e proprie “regole”, la recensione on line dovrebbe rispettare almeno alcuni criteri di base. Certamente spiegare la trama e collocare il titolo in un ambito, se non proprio di genere, almeno di area tematica ma senza soffermarsi eccessivamente  su questi due punti. Piuttosto analizzare la pellicola sottolineandone i punti di forza o di debolezza, mettere in luce la scrittura cinematografica e l’interpretazione degli attori, senza mai trascurare lo sguardo del regista e – nei casi in cui lo si richieda – l’impiego delle tecnologie aggiunte. La recensione non dovrebbe risolversi in un patchwork casuale in cui si racconta la vicenda e, qui e là, si formula qualche giudizio sull’attore, ma un discorso circostanziato e motivato sul valore dell’opera stessa, senza lasciarsi catturare da tentazioni “intellettualistiche” né dall’entusiasmo di una fanzine. Un discorso applicabile anche al testo cartaceo ma, in questo caso, il tutto va, imprescindibilmente, articolato con chiarezza e brevità che non è sempre sinonimo di semplicismo ma, al contrario, è il frutto del fondamentale esercizio della sintesi, regola aurea – questa sì – per una lettura in Rete.



28-04-06
   
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