Mentre è in corso la battaglia della IP-TV (ossia la televisione che utilizza la piattaforma di rete come canale di trasmissione) tra diversi operatori - in particolare Fastweb che l’ha lanciata qualche anno fa, e che si è stabilizzato sulla cifra di 100.000 utenze per altro non in aumento, e Telecom-Tim-Alice, il quale, forte di un’infrastruttura molto più solida, capillare e finanziata, lancerà nei prossimi mesi un forte scontro sul campo - nuove realtà si affacciano sulla scena. Ma facciamo un po’ d’ordine.
In Italia, negli anni ottanta, l’etere come sappiamo è stato monopolizzato. Nella seconda metà degli anni novanta sono giunti i satelliti, mentre, parallelamente, si diffondeva la rete Internet (il cavo, inteso come TV via cavo no. Qui da noi è rimasto ancorato alla soglia della sperimentazione, come la TV ad Alta definizione). Quindi due mondi paralleli: il canale tv e quello telefonico-internautico, il quale però, proprio a fine 90 ha iniziato a velocizzarsi con la rete ADSL, prospettando la possibilità di fruire sul computer contenuti video e multimediali. Ma se questi arrivano sul computer perché non farli arrivare direttamente sulla TV, magari con modalità più semplici e passive? Da qui...la contesa della IP-TV che entra in gioco come maggiore protagonista, contro quel delirio obsoleto stile anni 80 del digitale terrestre, lanciato da un Berlusconi privo di nuove tecnologie, il quale teme la competizione del mercato (e che tenterà subito di far affossare, se vincerà le elezioni, poiché non è competitivo nei nuovi settori).
Bene, o male. Ma che c’entra il cinema mobile? C’entra, perché la piattaforma di rete Internet e i suoi protocolli di base viene sempre più vista da tutti gli operatori come un ambito comune, che può essere indirizzata verso un particolare contenuto, modalità di fruizione, modalità di comunicazione (anche tecnologia: sotto terra, per aria, sott’acqua) ecc. ecc. Infatti, non appena i cellulari sono diventati dei micro-computer (non nel senso degli 80, dove micro-computer erano delle “sberle” grandi come 10 PC), si è iniziato a parlare di cinema trasmesso sui mobile, e, non appena le console dei videogame sono diventate degli ibridi tra la telefonia, il gioco e il lettore micro-DVD, si è iniziato a parlare anche di cinema su altri supporti mobili. In definitiva nuove possibilità tascabili di lettura da portarsi comodamente a passeggio, o nella sala d’attesa del dentista, contro il video domestico e contro, soprattutto, la vecchia buia e fredda sala (nei vuoti invernali spettacoli pomeridiani dei cinema non multiplex ormai il riscaldamento non l’accendono più).
Il cinema diventa sempre più piccolo, inverosimilmente compresso nella misura del videofonino e della consolle portatile e si mette in cammino: non più visioni collettive di sala o domestiche ma visioni itineranti, sempre più frammentate, più assimilabili al concetto di preview distratta e rabdomantica che a una qualsiasi forma di visione del film fino ad oggi sperimentata.
Ripercorriamo alcune tappe della cronaca cinematografica recente in attesa di conoscere l'esito della nuova battaglia che vuole alcuni autori in prima linea per spingere il mercato a lanciare contemporaneamente i nuovi film sui diversi supporti e soprattutto a ridurre il tempo che intercorre fra l'uscita del film in sala e la pubblicazione del dvd.