Un mercato ridimensionato. Male i primi mesi del 2005
In un’era in cui anche in Italia gli incassi complessivi delle sale sono di un terzo inferiori a quelli del video (il 2004 si è chiuso con circa 600 milioni di Euro in confronto ai 900 milioni di quelli dell’home entertainment) il mercato dell’audiovisivo domestico trainato dal fenomeno Dvd diventa determinante per il successo di un film. Eppure anche questo nuovo mercato nei primi mesi del 2005 ha subito se non una fase d’arresto, sicuramente un ridimensionamento. Durante la presentazione del Rapporto 2005 stilato da Univideo, l’associazione intorno cui si raccoglie l’editoria audiovisiva italiana, alcuni tra i principali manager hanno iniziato una riflessione su quello che sta accadendo nel nostro paese. “Passata l’ubriacatura degli ultimi anni, bisogna sapere tutelare il nostro mercato, mantenendo giovane il Dvd e l’opera editoriale. Siamo massacrati dalla pirateria e la proposta di qualcuno di fare uscire contemporaneamente al cinema e in Dvd i film è qualcosa di davvero insensato”. Puntualizza Luciana Migliavacca amministratore delegato di Medusa Home Entertainment “Oggi l’offerta supera in qualche maniera la domanda e una strada importante per fare in modo che il pubblico continui ad acquistare Dvd è seguire una politica di promozioni che, però, non sviliscano il prodotto. Bisogna riuscire a salvaguardare l’industria cinematografica nel rispetto di tutti i canali di sfruttamento.” Gian Maria Donà dalle Rose, amministratore delegato di 20th Century Fox Home Entertainment spiega: “La crescita è drammaticamente in stallo pur in presenza di un notevole aumento del parco lettori di Dvd presenti in casa degli italiani. Una crisi complessiva che ha qualche similitudine con la situazione delle sale cinematografiche. Una parte del problema deriva dal fatto che ci sono titoli non in grado di incontrare in pieno il favore del pubblico, in più il mercato del Dvd è cresciuto in volume, ma non in valore. Per non parlare di quelle promozioni di Dvd a 1 Euro nei cestoni di Carrefour che creano solo confusione danneggiando il mercato”.
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Una delle grandi fortune del Dvd è data dalla presenza del catalogo. La totalità delle vendite dei film più vecchi di un anno ammonta a circa il 60% dell’intero fatturato. Da notare, poi, che i grandi film del passato sono pressoché immuni al fenomeno pirateria che resta una delle piaghe più grandi. “L’Italia è al primo posto in Europa per la diffusione della pirateria.” Sottolinea Fabrizio Ferrucci, amministratore delegato di Sony Pictures Home Entertainment nonché presidente della Federazione Anti Pirateria Audio Visiva (FAPAV) “Anche se la pirateria per le strade sta diminuendo, quella on line dà segnali di una crescita vertiginosa. E’ un problema drammatico con le persone che consumano sempre meno Dvd legali”. Ferrucci non pensa che ci sia una crisi del cinema, ma semmai del sistema audiovisivo. “Si tratta semmai di un riposizionamento del gusto del pubblico che vuole vedere i film altrove rispetto alla sala. Il cinema non morirà mai, ma la sua fruizione seguirà anche altri canali di sfruttamento dall’home video alla pay tv fino ad arrivare, un domani, al video on demand su Internet quando il cable della banda larga o la tecnologia saranno ancora più sviluppati.” Timmy Treu, amministratore delegato di Warner Home Video conclude: “Non credo che il consumatore sia confuso rispetto a quello che sta accadendo nel mondo dell’audiovisivo. Quello che è veramente grave è come la pirateria stia alterando le regole del mercato al punto da bloccare anche la diffusione e la vendita di titoli on line in maniera legale”. Aggiunge Treu: “Fino a quando non avremo garanzie dagli Internet Provider riguardo la tutela del diritto d’autore, il video on demand non potrà partire. La pirateria è un cancro che sta rallentando il rinnovamento necessario che il cinema deve potere avere nel ventunesimo secolo”.