Che il confine tra videogiochi e film si faccia sempre più labile è un dato di fatto assodato grazie ad alcune produzioni videoludiche che si trovano esattamente nel limen fra i due medium. Lo scorso settembre la stampa internazionale ha elogiato in modo quasi unanime Fahrenheit, l’opera di Quantic Dreams, cui la dicitura di film interattivo calzava perfettamente. Dreamfall - The Longest Journey (seguito di un’avventura uscita ben 6 anni fa...) si può catalogare all’interno di questo particolare tipo di produzioni multimediali che fanno storcere un po’ il naso ai puristi del videogioco nel senso più letterale del termine ma che aprono evidenti e nuove possibilità e in cui narrazione e interazione si mescolano in forme inedite.
L’opera di Funcom ci catapulta all’interno di una delle storie più belle e meglio raccontate in un videogioco. Fantascienza “metropolitana”, dimensioni parallele oniriche, spruzzate di fantasy, horror e misticismo sono gli ingredienti di una lunga avventura (per completarla impiegheremo come minimo 10 ore) che vedrà come co-protagonisti 3 personaggi in simbiosi ma abitanti in dimensioni cosmiche diverse.
Zoe, post-adolescente di una Casablanca del futuro simile alle metropoli di Blade Runner, April, una ribelle intrappolata in un mondo che non le appartiene e Kian, un guerriero ligio al dovere che si vede cascare intorno tutte le sue imperturbabili certezze. Le loro vite in pericolo sono al centro di un intreccio ottimamente costruito e raccontato, sapientemente valorizzato da eccellenti climax e colpi di regia degni di un ottimo lungometraggio filmico.
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Come già detto, Dreamfall può essere ascritto al genere dei film interattivi anche per delle dinamiche ludiche non eccessivamente profonde e complesse, adatte anche ai neofiti dell’interazione videoludica. Se dobbiamo muovere una critica a questo profilo della produzione è data dal fatto che imboccata la strada di una interazione limitata, si poteva “radicalizzare” tale scelta e rendere il tutto ancora meno “ludico”.
Tale opinione nasce da alcune situazioni combat e stealth decisamente poco convincenti che risultano essere quasi fastidiose nel prosieguo della storia. Fortunatamente nella parte più tipicamente adventure invece Dreamfall convince ampiamente. La produzione norvegese non ha alcuna ombra invece sotto il profilo audiovisivo. Non si può che lodare il lavoro svolto dai programmatori: qualche poligono in più su PC per i personaggi forse era atteso (probabilmente si paga l'uscita contemporanea della versione XBOX) ma per il resto non c'è altro da eccepire: scenari maestosi ed incredibilmente variegati, ottimi effetti luce, cura dei particolari, regia filmica con alcuni tocchi di classe difficilmente riscontrabili in altre produzioni videoludiche così come la colonna sonora degna di un ottimo lungometraggio cinematografico. Decisamente al di sopra della media anche la localizzazione dei dialoghi completamente in italiano.